Pesticidi: spinosad e gli altri insetticidi organici possono risultare più dannosi di quelli sintetici per la biodiversità

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Pesticidi, si torna a parlare di spinosad. Seppur ammesso in agricoltura biologica, il suo utilizzo comunque non convince del tutto: gli insetticidi organici, infatti, possono essere più dannosi per gli insetti non bersaglio rispetto alle controparti sintetiche. Gli organismi non bersaglio sono le specie animali e vegetali che possono subire qualsiasi forma di condizionamento a seguito della distribuzione di un prodotto fitosanitario

Concentrazioni molto basse del popolare insetticida organico spinosad avrebbero effetti anche profondi sulle specie benefiche di insetti, come perdita della vista e la neurodegenerazione.

A scoprirlo è una nuova ricerca condotta dall’Università di Melbourne e pubblicata su eLife, che ha utilizzato la mosca dell’aceto Drosophila per analizzare l’impatto dell’esposizione cronica a basse concentrazioni (0,2 parti per milione) di spinosad e il conseguente rischio fisiologico sul cervello e su altri tessuti.

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Spinosad è comunemente usato per controllare i parassiti degli insetti tra cui tripidi, minatori fogliari, acari, zanzare, formiche e moscerini della frutta, sia in ambienti commerciali che domestici.

Nel giro di 20 giorni, piccole dosi di spinosad possono avere un impatto allarmante sul cervello della Drosophila adulta. L’osservazione di sezioni di tessuto cerebrale al microscopio ha dimostrato che una media del 17% dei cervelli di mosca è stata distrutta a causa dell’esposizione – ha spiegato Felipe Martelli della Monash University, che ha svolto un dottorato di ricerca all’Università di Melbourne.

In pratica, i neuroni che svolgono funzioni vitali muoiono lasciando grandi vacuoli, ossia delle sacche piene di liquido, nel cervello. Ciò porta a neurodegenerazione, cecità e cambiamenti comportamentali nelle mosche adulte dell’aceto. Verosimilmente, a causa delle somiglianze genetiche e biochimiche della Drosophila con altri insetti, questi impatti potrebbero interessare anche altri insetti utili come le api.

spinosad insetti

©eLife

 

In quanto sostanza naturale prodotta da un batterio del suolo, lo spinosad è spesso ritenuto meno dannoso per gli insetti benefici ed è spesso usato come alternativa agli insetticidi sintetici, ha affermato il coautore dello studio, il professor Philip Batterham, della School of BioSciences e dell’Istituto Bio21 all’Università di Melbourne.

Spesso si presume che organico equivalga a più sicuro, ma il nostro studio rileva che non è così. Spinosad è ora registrato per l’uso in oltre 80 Paesi e rappresenta un rischio molto maggiore per gli insetti benefici di quanto si pensasse in precedenza. I bassi livelli di concentrazione utilizzati in questo studio sono quelli che si trovano comunemente nelle acque sotterranee o nell’aria a causa di un’esposizione accidentale.

Sulla base di un lavoro precedente del nostro gruppo di ricerca che utilizzava tecniche simili a questo studio, è stato riscontrato che lo spinosad ha un impatto negativo molto maggiore sulle mosche dell’aceto a dosi molto inferiori rispetto all’imidacloprid, un insetticida sintetico che è stato bandito in Europa per i suoi impatti sui non -bersaglio insetti comprese le api mellifere, ha detto Batterham.

spinosad insetti

©eLide

Avere un’etichetta biologica, quindi, non significa sempre stare in una botte di ferro e questo studio va inevitabilmente ad aggiungersi a un numero crescente di prove che indicano che gli insetticidi stanno provocando un’unica cosa: il declino globale delle dimensioni della popolazione di molte specie di insetti utili.

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Fonte: eLife

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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