Svizzera, arrivano i semafori anti-inquinamento

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Semaforo “oro”, passi. Semaforo “nero”, no. E' l'idea lanciata in questi giorni dal Dipartimento federale svizzero dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni (Datec). A partire dai prossimi mesi (non è ancora stata comunicata la data di inizio del provvedimento) le città elvetiche recepiranno il debutto del sistema di ingresso nelle aree urbane “a bollini” a seguito della creazione, nelle città, delle “aree ambientali”.

Semaforo “oro”, passi. Semaforo “nero”, no. È l’idea lanciata in questi giorni dal Dipartimento federale svizzero dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e delle Comunicazioni (Datec). A partire dai prossimi mesi (non è ancora stata comunicata la data di inizio del provvedimento) le città elvetiche recepiranno il debutto del sistema di ingresso nelle aree urbane “a bollini” a seguito della creazione, nelle città, delle “aree ambientali”.

Con tutta probabilità, infatti, l’illustrazione data dai responsabili del Dipartimento a proposito di un “semaforo dell’inquinamento” è più grafica che pratica. Secondo quanto appreso in questi giorni, infatti, il progetto in fase di studio prevede il rilascio di un contrassegno a tutti i veicoli circolanti, in base alla quantità di emissioni di ciascuno di essi, che sarà “tradotta” secondo un codice colorato.

Così, si passerà da un contrassegno di colore nero (da applicare ai veicoli molto inquinanti), a uno di colore grigio, al bianco e al dorato, del quale potranno fregiarsi i proprietari di veicoli a bassissimo inquinamento, primi fra tutti quelli la cui trazione principale è elettrica. Le auto, insomma, che attualmente recitano la parte del leone nella campagna delle città contro l’inquinamento.

Il progetto, che dà il via a una politica decisamente eco friendly avviata dalla Svizzera, permetterà alle autorità cantonali di stabilire quali veicoli potranno accedere all’interno delle aree ambientali e quali, al contrario, ne resteranno fuori.

In questi giorni, la normativa è al vaglio delle amministrazioni locali, che sono chiamate a fornire le proprie valutazioni sui criteri di limitazione del traffico veicolare in base all’inquinamento. Questa fase, che si concluderà alla fine di novembre, permetterà di redigere un elenco dei “buoni” e dei “cattivi”. Vale a dire, l’indicazione di quali veicoli avranno accesso alle aree ambientali, ovvero le zone nelle quali avrà vigore il “contrassegno semaforico”.

Piergiorgio Pescarolo

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