La Russia ha chiuso definitivamente il reattore nucleare del tipo Chernobyl di Kursk

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Spento lo storico reattore nucleare del tipo Chernobyl di Kursk: dopo 45 anni di attività la Russia lo manda in pensione

Spento lo storico reattore nucleare del tipo Chernobyl di Kursk: dopo 45 anni di attività la Russia ha mandato in pensione la prima unità di potenza della centrale nucleare con reattore di tipo RBMK, analogo a quello esploso a Chernobyl nell’aprile del 1986.

19 dicembre 2021, h 00:24 ora di Mosca: la prima unità di potenza RBMK-1000 della centrale nucleare di Kursk è stata spenta per funzionare in modalità senza generazione, in conformità a quanto previsto dalla guida, e scollegata dal Sistema energetico unificato della Russia.

La chiusura fa parte di un graduale abbandono dell’impianto nucleare originale di Kursk, situato a 524 chilometri a sud di Mosca, che vedrà tutti e quattro i reattori RMBK del sito andare in pensione entro il 2031.

Durante il suo funzionamento dal 19 dicembre 1976, l’unità di potenza ha generato oltre 251 miliardi di chilowattora di elettricità – spiega Alexander Uvakin, direttore associato della Kursk Nuclear Power Plant – È stato abbastanza per fornire il consumo energetico della regione di Kursk per 30 anni, dato l’attuale consumo di elettricità. L’unità ha funzionato in modo affidabile e sicuro

Indubbiamente, dal punto di vista prettamente ingegneristico, la centrale nucleare di Kursk è stata uno dei fiori all’occhiello dell’industria energetica russa. Il risultato del lavoro degli scienziati nucleari è quasi un trilione di elettricità generata, 987 miliardi di kWh, in 45 anni di attività.

Ma che l’unità abbia “funzionato in modo affidabile e sicuro” non tutti concordano.

L’ONG scientifica norvegese/russa Bellona, per esempio, nel 2015 aveva contestato la costruzione di quei reattori a causa di numerose imprecisioni negli studi di impatto ambientale richiesti dal governo per l’impianto.

Lanciato nel 1976, il reattore n. 1 dell’impianto di Kursk è stato tra i primi della linea RBMK ad essere costruito in Unione Sovietica. E un reattore dello stesso modello è esploso a Chernobyl nell’aprile 1986 nel peggior incidente nucleare del mondo (e di cui ancora paghiamo le conseguenze).

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Questo non significa naturalmente che se due reattori sono dello stesso tipo sono destinati a esplodere entrambi. Ma qualcosa su questa granitica sicurezza di affidabilità non torna.

Come riporta Bellona, l’unità è una delle tre RBMK messe fuori servizio dall’industria nucleare russa negli ultimi anni, le prime due presso la centrale di Leningrado vicino a San Pietroburgo. Altre sette operano ancora in tutta la Russia e due reattori simili in stile RBMK-1500 sono stati costruiti presso l’impianto nucleare di Ignalina, ora dismesso, in Lituania. I restanti tre a Chernobyl hanno continuato a funzionare dopo l’esplosione del reattore n. 4 e non sono stati chiusi fino al 2000.

Sebbene ciascuno di questi RBMK sovietici abbia subito aggiornamenti completi negli anni successivi alla catastrofe di Chernobyl, sostiene Bellona, nessuno di questi è riuscito a ridurre l’ostacolo dei reattori più ostico per quanto riguarda il decommissioning: le pile di grafite.

Una pila di grafite è essenzialmente un cilindro di circa 7 metri di altezza e 11 metri di larghezza, fatto di mattoni di grafite e del peso di circa 2000 tonnellate. Il combustibile viene immesso nel reattore tramite canali “ritagliati” nella muratura e la grafite funge da moderatore.

Pertanto, come confermato dai funzionari dell’impianto di Kursk, il reattore n. 1 è in corso di trattamento essenzialmente come un reattore operativo, sia finanziariamente che tecnicamente: è in corso quindi la rimozione del carburante e la decontaminazione di ciò che rimane della struttura del reattore a parte la sua pila di grafite.

Nel frattempo si attende che la scienza nucleare raggiunga i progressi volti a gestire lo smantellamento sicuro anche di questa componente. E la Russia di certo non abbandona il nucleare.

Inizia una nuova storia per la stazione di Kursk. Ora la costruzione di una stazione di sostituzione della capacità per le unità di potenza dismesse della centrale nucleare di Kursk del tipo RBMK-1000 è a buon punto – spiega in fatti Andrei Petrov, direttore generale di Rosenergoatom – Le nuove unità sono in costruzione secondo il più moderno progetto NPP, creato da designer russi sulla base di soluzioni tecniche per la NPP con PWR-1200. Le unità di potenza in costruzione con il reattore PWR-TOI hanno una potenza aumentata e indicatori tecnici ed economici migliorati

E le domande sul futuro non fanno che aumentare.

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Fonti: Rosenergoatom / Bellona

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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