La splendida Riserva delle Saline di Trapani finisce nel mirino dei piromani: appiccati 3 incendi in 24 ore

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Dalla Riserva della Saline di Trapani e Paceco giungono immagini di morte e desolazione, dopo i 3 incendi divampati nel giro di una giornata. Ancora una volta uno scrigno di biodiversità è andato letteralmente in fumo a causa della mano criminale dell'uomo

Nella Sicilia occidentale si trova una delle riserve naturali più belle e preziose dell’Isola: quella delle Saline di Trapani e Paceco. Nell’area, diventata protetta dal 1995, vivono decine di specie di uccelli iconici, fra cui le garzette e i fenicotteri rosa. Eppure c’è chi non ha alcun rispetto per questo meraviglioso scrigno di biodiversità.

All’inizio della settimana, infatti, la riserva – che si estende per mille ettari – è stata devastata dalle fiamme appiccate da piromani. Sono stati ben 3 i roghi divampati in vari punti dell’area protetta, nell’arco di appena 24 ore. 

A denunciare la grave vicenda è il WWF Sicilia, che gestisce la suggestiva riserva:

Nei giorni scorsi approfittando delle temperature i criminali del cerino non hanno perso tempo. In 24 ore, tra lunedì e martedì, la Riserva delle Saline di Trapani e Paceco è andata a fuoco contemporaneamente in più punti, con roghi che hanno interessato il territorio della frazione di Nubia.

E tra le zone devastate dalle fiamme ci sono pantani naturali, aree con importanti valenze naturalistiche, ambienti oramai superstiti solo all’interno del sito protetto, importanti luoghi per la conservazione della biodiversità e fondamentali per il mantenimento dell’efficenza dei processi naturali.

Le foto difffuse sui social dall’associazione mostrano uno scenario desolante, di morte e devastazione:

Il primo allarme è scattato lunedì mattina attorno alle 10,30.  – racconta Silvana Piacentino, direttrice della riserva – Il personale del WWF ha subito allertato i vigili del fuoco e la sala radio della Forestale. Sul posto sono arrivati anche i volontari di Sos Valderice ma il rogo, divampato dal bordo stradale, ha raggiunto il pantano naturale e circondato un’abitazione. Le fiamme sono state spente del tutto nel pomeriggio. Ad una prima conta dei danni è subito emersa la gravità per il pantano, che è andato distrutto.

Si tratta di uno degli ambienti oramai superstiti solo all’interno di siti protetti, un importante luogo per la conservazione della biodiversità. Il secondo allarme è scattato ieri, attorno a mezzogiorno e mezzo, con due colonne di fumo che si sono alzate contemporaneamente in due punti diversi della Riserva, sempre a Nubia. Sul posto sono arrivati i mezzi e le squadre di spegnimento ma il forte vento di scirocco ha alimentato l’avanzata delle fiamme, che ha raggiunto le abitazioni.

Vista la gravità della situazione, il WWF Italia ha inviato personale anche dalle altre riserve siciliane. Le operazioni di spegnimento, supportate anche dal personale della riserva, sono andate avanti fino alle 14,30. È risultato fondamentale, per rifornire i mezzi d’acqua una volta esaurita, il punto di approvvigionamento presente a Nubia, fortemente voluto dall’ente gestore.

Vista la dinamica, sembrano esserci pochissimi dubbi sulla matrice dolosa dei tre incendi che hanno mandato letteralmente in fumo parte di quel meraviglioso patrimonio naturale.

L’elemento paradossale è che soltanto la scorsa settimana a Trapani, si è tenuto il ”6th International Congress on Biodiversity” organizzato da Biodiversity journal, Università di Catania, Ente Fauna siciliana e Associazione Chloe e patroccinato dalla Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco.

La scelta del sito non è stata certamente casuale, ma piuttosto una celebrazione del patrimonio naturale di una provincia assolutamente ricca di biodiversità tra riserve naturali, parchi e siti della rete Natura 2000. – sottolinea il WWF – Ma nella provincia di Trapani si fa ancora a pugni con la tutela di un immenso patrimonio ambientale, riconosciuto dalla comunità internazionale, e che invece localmente continua a subire l’assalto di criminali che operano per la distruzione di un bene collettivo, visitato ogni anno da migliaia di persone: famiglie, turisti, scolaresche.

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Fonti: WWF Sicilia 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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