E alla fine sono tornate in Italia le 8 mila tonnellate di rifiuti illegali esportati in Tunisia

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Dopo mesi di trattative tra Tunisia e Italia, i rifiuti esportati illegalmente da una ditta campana hanno fatto rientro a Salerno. Che fine faranno adesso?

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A volte ritornano. In questo caso parliamo di tonnellate di rifiuti, circa 8 mila, che l’Italia aveva esportato illegalmente in Tunisia e che hanno da poco fatto rientro in Italia, al porto di Salerno. I 213 container sono stati rispediti al mittente, in base all’accordo di cooperazione tra i due Paesi, firmato lo scorso 11 febbraio.

In realtà la vicenda non è affatto recente. Va avanti dal 2020, quando le dogane tunisine scoprirono nel porto di Sousse i rifiuti italiani indifferenziati, quindi difficilmente riciclabili, nonostante la loro esportazione sia vietata dalla legge tunisina, oltre che dalle convenzioni internazionali. Ad accendere i riflettori sul traffico illegale di rifiuti verso la Tunisia è stata poi una serie di incendi scoppiati nei siti di stoccaggio del Paese maghrebino.

I materiali in questione, forniti dalla società di stoccaggio SRA, con sede a Polla (in provincia di Salerno), erano stati importati da una ditta tunisina. Sul caso fu  aperta in Tunisia inizialmente un’indagine amministrativa, dopo una penale: in totale sono 26 le persone indagate 26 per corruzione, tra questi anche i funzionari della dogana e l’ex ministro dell’Ambiente, Mustapha Aroui, finito in arresto.

Al momento sei soggetti sono ancora in carcere in custodia cautelare. Il manager della ditta importatrice, invece, si è dato alla fuga ed è ricercato. Dal canto suo, la ditta SRA ha sempre affermato di aver agito secondo la legge, scaricando le colpe sulla Regione Campania e presentando ricorso al Tar di Napoli, che però si è rifiutato di occuparsi della vicenda in quanto non sarebbe di sua competenza. Le indagini sono ancora in corso in Italia.

Che fine faranno i rifiuti rientrati in Italia?

Ma al di là della questione legale, in tanti si stanno domandando: che fine faranno le 8 mila tonnellate di rifiuti rientrati in Campania? Saranno stoccati nell’area militare di Persano, nel comune di Serre, dove resteranno circa 6 mesi, in attesa di una soluzione definitiva. Su ciò che accadrà dopo non si ha alcuna certezza.

Ad esprimere la sua perplessità sulla vicenda anche il consigliere regionale della Campania Nunzio Carpentieri, Presidente della Commissione Trasparenza.

Ci sono due questioni che mi preoccupano. La prima riguarda la natura dei rifiuti stipati nei container, della quale non si ha alcuna certezza. –sottolinea Carpentieri  – La seconda riguarda la provvisorietà dello stoccaggio per un tempo massimo di 6 mesi. Su questo, l’esperienza purtroppo ci insegna ad essere diffidenti. Sono al lavoro per presentare un’interrogazione nella quale chiederò conto al Presidente De Luca delle ragioni di questa decisione, avanzando anche alcune proposte per una soluzione alternativa che salvaguardi un territorio – quello della Piana del Sele e del Comune di Serre – che ha già fatto la sua parte in materia di rifiuti.

Il timore è che questi rifiuti possano restare bloccati lì per anni o ancora peggio che finiscano per avvelenare chissà quali altri territori.

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Fonti: Ministère des Affaires Étrangères Tunisie/ Nunzio Carpentieri (Facebook)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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