I sacchetti di carta usa e getta non sono più ecologici di quelli di plastica, secondo lo studio tedesco

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I sacchetti di plastica danneggiano l’ambiente? Certo, ma purtroppo anche quelli di carta non sono da meno, anzi

I sacchetti di plastica danneggiano l’ambiente? Certo, ma purtroppo anche quelli di carta non sono da meno, anzi. Quello che dobbiamo evitare, in generale, è l’usa e getta, di qualunque materiale che poi viene disperso. È quello che emerge da uno studio condotto dall’istituto tedesco Naturschutzbund Deutschland (Nabu).

Il Nabu ha confrontato tra loro l’impatto ambientale dei sacchetti di plastica e di quelli di carta, arrivando alla conclusione che, non solo quelli di carta, se usa e getta, sono un pericolo ambientale paragonabile ma anzi, che in realtà i sacchetti di plastica sottili, quelli ancora consentiti per il trasporto di frutta e verdura, hanno un profilo ecologico migliore rispetto ai sacchetti di carta a perdere. E questo sarebbe dovuto al peso: la carta infatti pesa otto volte di più della plastica.  

C’è infatti del “materiale extra” necessario per rendere stabili i sacchetti di carta, per i quali vengono utilizzate fibre lunghe e trattate chimicamente. Inoltre la maggior parte dei sacchetti sono realizzati con fibre fresche e la produzione di cellulosa è estremamente dispendiosa in termini di energia e acqua.

Tra l’altro un sacchetto di carta non sempre è composto davvero solo di carta. Secondo Nabu, infatti, all’interno di molti imballaggi è incollato un foglio di plastica o di alluminio, ad esempio per evitare che la carta si strappi quando viene a contatto con l’umidità o che gli inchiostri da stampa penetrino negli alimenti. Queste carte lavorate in questo modo difficilmente possono essere riciclate.

C’è da dire però che i sacchetti di carta hanno maggiori probabilità di essere riciclati e raramente finiscono nell’ambiente. E anche se lo facessero, non rimarrebbero lì a lungo perché le fibre della carta si degradano rapidamente a differenza della plastica che può restare immutata anche per centinaia di anni.

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Questi risultati, pur apparentemente “scioccanti” non sono però così nuovi. Già nel 2011 una ricerca della Northern Ireland Assembly affermava che l’energia necessaria per fabbricare un sacchetto di carta è quattro volte maggiore di quella richiesta per un sacchetto di plastica.

Ma le leggi non sempre si allineano alle evidenze scientifiche.

Quali dunque le alternative?

Si torna a parlare delle famigerate retine che in Italia continuano a non vedersi nei supermercati mentre sono ammesse di diversi Paesi europei. Che, stando al ranking pubblicato dallo stesso Nabu, primeggiano, a seguito di uno studio che ha stimato come queste siano riutilizzate almeno 50 volte.

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Le reti vegetali in cotone finiscono al secondo posto: si presume infatti un riutilizzo di almeno 100 volte ma, se il cotone non è biologico, sono un problema ambientale in quanto la loro produzione è molto dannosa per l’ambiente, a causa tra le altre cose del loro elevato consumo di acqua.

I sacchetti di plastica monouso sono arrivati ​​al terzo posto in questo confronto, mentre quelli di carta solo al quarto posto, l’ultimo.

Non è tutto oro quello che luccica.

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Fonte: Naturschutzbund Deutschland

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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