Non chiamatelo vuoto a rendere: una coalizione per introdurre anche in Italia il deposito cauzionale per bevande monouso

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Da luglio viene discussa l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per gli imballaggi mono per bevande (plastica, alluminio, vetro)

Anche in Italia i tempi sarebbero maturi per l’introduzione di un efficiente sistema di deposito per gli imballaggi monouso per bevande. La direttiva europea sulla plastica monouso  impone infatti una raccolta selettiva del 90% degli imballaggi per bevande in plastica entro il 2029. Obiettivo che potrà essere raggiunto solo con l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale

È da luglio scorso che qui da noi viene discussa l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale per gli imballaggi monouso per bevande (in plastica, alluminio e vetro), come in molti altri Paesi europei, per raggiungere gli obiettivi europei imposti dal pacchetto economia circolare, soprattutto dalla direttiva sulla plastica monouso – SUP, e ridurre così la dispersione delle plastiche nell’ambiente e gli effetti dannosi correlati che colpiscono la biodiversità.

Un processo lento, che inizialmente ha portato a confondere i sistemi di deposito per contenitori di bevande monouso con il vuoto a rendere. In realtà, si tratta di due sistemi diversi e sarà più corretto parlare di cauzione, come ci ha spiegato chiaramente nella nostra intervista Silvia Ricci, responsabile Rifiuti ed economia circolare dell’Associazione Comuni Virtuosi. 

Ora, proprio l’Associazione Comuni Virtuosi, insieme con altre 15 Organizzazioni nazionali lancia un appello a favore dell’introduzione di un deposito cauzionale per bevande anche in Italia. Un appello rivolto al Governo, alle istituzioni, all’industria e alla società civile, per accelerare un processo decisionale che porti anche nel nostro Paese un sistema cauzionale efficace ed efficiente. Se, infatti, la direttiva SUP impone un tasso di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica per bevande entro il 2029 (con un obiettivo di raccolta intermedio del 77% entro il 2025) e un minimo del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in PET dal 2025 (30% dal 2030 in tutte le bottiglie in plastica per bevande), questi obiettivi si possono raggiungere solo introducendo un sistema di deposito cauzionale, unico modello di raccolta selettiva al mondo capace di raggiungere tassi di intercettazione e riciclo così elevati con benefici ambientali ed economici.

Ne sono esempio molti Paesi europei, tra cui Svezia, Germania o Danimarca.

Cos’è il sistema di deposito cauzionale (deposit return systems – DRS) 

Si tratta di un sistema di raccolta selettiva per gli imballaggi per bevande monouso in base al quale il consumatore paga una piccola cauzione completamente rimborsabile in aggiunta al prezzo di vendita ordinario di una bevanda. Questa cauzione, o deposito, viene poi riconosciuta interamente al consumatore al momento della restituzione dell’imballaggio vuoto. In sostanza, il consumatore compra il contenuto e prende in prestito l’imballaggio.

Solitamente i sistemi DRS includono imballaggi in plastica (prevalentemente PET), in metallo (lattine in alluminio) e vetro. Alcuni sistemi (in Australia ed in Canada) includono anche i cartoni per bevande. 

deposito cauzionale

Tipologie di imballaggi incluse nei sistemi di deposito europei @Comuni Virtuosi

Le categorie di bevande incluse nel sistema includono solitamente acque minerali, bibite gassate, birra, sidro, bevande sportive, succhi e bevande a base vegetali. Il legislatore ha la prerogativa di allargare la platea di bevande che devono essere incluse nel programma.

Il sistema di deposito massimizza in pratica la raccolta selettiva degli imballaggi per bevande incentivando la partecipazione dei consumatori attraverso il pagamento di una cauzione che viene aggiunta al prezzo di vendita del prodotto (in Europa solitamente tra i 10 e i 25 centesimi di euro), che viene restituita nella sua totalità al momento del conferimento dell’imballaggio vuoto da parte del consumatore.

I sistemi DRS sono attivi in dieci Paesi europei (Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) e raggiungono tassi di intercettazione e riciclo che superano il 90%. Ulteriori tredici Paesi si stanno accingendo ad introdurre il deposito nei prossimi quattro anni.

Perché l’Italia ha bisogno di un sistema di deposito cauzionale

Perché così si potrebbe ridurre sensibilmente l’inquinamento ambientale e favorire il perseguimento di obiettivi di riuso per una reale transizione verso un’economia più circolare.

Secondo un recente studio di Reloop Platform, in Italia oltre 7 miliardi di contenitori per bevande sfuggono al riciclo ogni anno, uno spreco che potrebbe essere ridotto del 75-80% attraverso l’introduzione di un sistema di deposito efficiente. Inoltre, l’attuale sistema di raccolta differenziata del PET permette un’intercettazione solo del 58%, ben lontano dall’obiettivo del 90% imposto dalla direttiva SUP.

Nel decreto Semplificazioni del luglio 2021 è stato inserito uno specifico emendamento che apre all’introduzione di un sistema di deposito anche in Italia. 

I vantaggi dei sistemi di deposito 

  1. I sistemi di deposito cauzionale europei raggiungono tassi di raccolta degli imballaggi per bevande del 94%, contro una media del 47% nei paesi che non adottano tali sistemi
  2. I sistemi DRS permettono il raggiungimento degli obiettivi di raccolta e di contenuto riciclato minimo previsti dalla direttiva SUP, favoriscono il raggiungimento di ulteriori obiettivi legati al riciclo degli imballaggi ed alla diminuzione di conferimento di rifiuti in discarica
  3. Stimolano il consumatore a partecipare al processo di raccolta attraverso un incentivo monetario, trasformando il rifiuto in risorsa 
  4. Riducono l’inquinamento e la dispersione di imballaggi nell’ambiente
  5. Riducono i costi per le autorità locali, responsabili di dover rimuovere i rifiuti dispersi nell’ambiente, creando vantaggi socioeconomici per le comunità e per diverse industrie, tra cui quella del turismo e dello sport
  6. Favoriscono il design sostenibile degli imballaggi, favorendo l’utilizzo di materiali più facilmente riciclabili e riusabili.
  7. Possono supportare la creazione e lo sviluppo di sistemi di vuoto a rendere volti al riutilizzo degli imballaggi. Un DRS finalizzato al riciclo, infatti, offre attraverso le sue infrastrutture di raccolta le condizioni per una maggiore immissione al consumo di contenitori ricaricabili per bevande in risposta a obiettivi di riuso definiti per legge
  8. Forniscono l’approvvigionamento di materie prime seconde di alta qualità per l’industria del riciclo
  9. Sono finanziati dall’industria delle bevande in assolvimento della loro responsabilità estesa del produttore (EPR: Extended Producer Responsability) e non necessitano di alcun finanziamento pubblico
  10. Riducono il consumo di materie prime con conseguente riduzione delle emissioni climalteranti

Per accelerare la transizione verso un’economia circolare e facilitare il raggiungimento di tutti gli obiettivi europei in materia di raccolta e riciclo, ecco con l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi lancia l’appello per l’introduzione di un efficiente sistema di deposito cauzionale per gli imballaggi per bevande monouso in Italia: A Sud Onlus, Altroconsumo, Greenpeace, Kyoto Club, LAV, Legambiente, Lipu-Bird Life Italia, Oxfam, Marevivo, Pro Natura, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, WWF e Zero Waste Italy.

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Fonte: Comuni Virtuosi

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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