Queste bottiglie a base vegetale si degradano in un anno (e ci faranno dire addio alla plastica)

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Lanciato un progetto pionieristico per la produzione di bottiglie per bevande “a base vegetale”, che si degradano in 1 anno

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Combattere l’inquinamento dovuto alla plastica con un’alternativa di origine vegetale e produrre bottiglie senza più ricorrere ai combustibili fossili e degradabili in pochi mesi. È l’obiettivo di una società olandese di prodotti biochimici che ha lanciato un progetto pionieristico per la produzione di bottiglie per bevande “all-plant” e che ha trovato appoggio di colossi come Carlsberg.

Potremo presto sorseggiare bevande da bottiglie fatte con le piante? Sognando oceani senza più plastica, lo speriamo vivamente.

Loro sono gli esperti della Avantium, una società biochimica nei Paesi Bassi, che stanno raccogliendo fondi per un nuovo progetto che mira a trasformare le colture coltivate in modo sostenibile in plastica a base vegetale. La nuova tecnologia ha già attirato l’attenzione del produttore di birra Carlsberg, di  Coca-Cola e anche di Danone. Tutte e tre le società hanno dichiarato che pianificheranno l’utilizzo della tecnologia di Avantium in futuro.

Nello specifico, Avantium fa parte del progetto gestito da The Paper Bottle Company, una joint venture tra lo sviluppatore del materiale di imballaggio in carta BillerudKorsnäs e lo specialista di produzione di bottiglie ALPLA. Il loro materiale creato dalle piante fornirà lo strato di rinforzo a supporto della bottiglia di carta.

A livello globale, circa 300 milioni di tonnellate di plastica sono prodotte ogni anno da combustibili fossili, il che contribuisce in modo decisivo alla crisi climatica. Gran parte di questa plastica, lo sappiamo bene, non viene riciclata e contribuisce al flagello delle microplastiche negli oceani del mondo, che possono richiedere centinaia di anni per decomporsi completamente.

Questo nuovo materiale ha credenziali di sostenibilità molto interessanti perché non utilizza combustibili fossili, può essere riciclato e si degrada anche in natura molto più velocemente rispetto alla plastica normale”, afferma a The Guardian l’amministratore delegato di Avantium, Tom van Aken.

Una vera e propria “bio-raffineria” che prevede di scomporre gli zuccheri vegetali provenienti da rifiuti organici di origine sostenibile in semplici strutture chimiche che possono quindi essere riorganizzate per formare una nuova plastica a base vegetale, che potrebbe apparire sugli scaffali dei supermercati entro il 2023.

Il passaggio a una plastica a base vegetale da una fonte sostenibile segnerebbe un grande passo avanti per moltissimi colossi che sulla plastica hanno basato per decenni le loro produzioni. Staremo a vedere.

Fonte: The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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