Questi crostacei sono le “api dei mari”: così riescono a impollinare le alghe rosse

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Una particolare specie di alga rossa si serve dell’intervento di un piccolo crostaceo per compiere l’impollinazione

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Sapevate che esiste una particolare alga rossa che utilizza un piccolo crostaceo per la fecondazione? Si chiama Gracilaria gracilis, vive nelle profondità degli oceani e si serve dell’aiuto di un piccolo crostaceo, Idotea balthica, appartenente all’ordine degli isopodi, per svolgere il processo di impollinazione. A confermarlo, un nuovo studio dei ricercatori dell’Università della Sorbona di Parigi e dell’Universidad Austral de Chile.

L’impollinazione è una condizione necessaria per la fecondazione delle piante: generalmente consiste nel trasferimento di granuli di polline, contenenti gameti maschili, ad uno stigma ricettivo di un fiore.

impollinazione alghe

@Lavaut et al.

Nelle piante a fiore (le cosiddette angiosperme) la riproduzione sessuale viene eseguita con lo stigma dei fiori. Nelle gimnosperme, come per esempio conifere e cicadee, entrano in gioco altre strutture per svolgere lo stesso compito.

Inoltre si tratta di un particolare processo che può essere mediato da vari agenti come l’acqua, il vento e gli animali, in particolare modo gli insetti. Questi, responsabili soprattutto dell’ impollinazione delle angiosperme (piante a fiore), e di alcune gimnosperme esistenti, vengono attirati dai profumi e dai colori dei fiori stessi.

Fenomeni d’impollinazione animale sono stati osservati, oltre che sulla terraferma, anche negli oceani. Ne è un esempio la Thalassia testudinum, un’angiosperma marina.

Il trasferimento di gameti maschili per la riproduzione sessuale di osserva anche in specie come muschi, funghi ed alghe.

Nello specifico, le alghe rosse sono una particolare tipologia di alga che presenta un pigmento rosso che non solo conferisce il caratteristico colore ma consente anche lo svolgimento dei processi di fotosintesi ad alte profondità. Ne esistono oltre 7000 specie diverse nell’oceano. A differenza di altre alghe, queste presentano gameti maschili non flagellati, ovvero immobili il cui aspetto è analogo a quello di granuli di polline. Per far sì che avvenga la fecondazione è necessario che i gameti maschili siano trasportati su di un organo femminile remoto o da correnti d’acqua o da animali.

Lo studio dimostra che questa singolare specie di alga rossa, Gracilaria gracilis, si avvale dell’aiuto di un piccolo crostaceo per compiere il processo di impollinazione e quindi per trasferire i gameti maschili.

Tuttavia si stima che le alghe rosse di siano evolute 1,2 miliardi di anni fa e che i primi artropodi soltanto 600 milioni di anni fa. Per cui ci si domanda come le alghe rosse siano state fecondate prima dell’avvento degli isopodi (300 milioni di anni fa).

Ad ogni modo si pensa che questi crostacei siano interessati alle alghe poiché rappresentano un rifugio dai predatori; in più si nutrono di piccole alghe (le diatonee) che colonizzano la superficie, agevolando così la crescita delle alghe rosse. 

Eppure la dipendenza da un animale per il processo di riproduzione può rappresentare un rischio in un ambiente soggetto a continua evoluzione, influenzato da fenomeni di crisi climatica: infatti gli habitat di queste alghe sono minacciati dall’inquinamento, dal cambiamento del clima e del livello del mare. In più i crostacei sono alquanto suscettibili all’aumento di concentrazione di CO2 negli oceani,poiché l’acido decalcifica i loro esoscheletri.

Fonte: Science

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Laureanda il Biologia all’Università Federico II di Napoli. Amo la natura e gli animali

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