Ecco perché gli esseri umani non vanno in letargo (e come un giorno potrebbero tornare a farlo)

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Gli esseri umani, si sa, non vanno in letargo come altre specie animali. E, come per tutti i meccanismi della natura, c’è un motivo, in questo caso evolutivo. Ma c’è di più: secondo gli scienziati potremmo ancora avere questa capacità

Il letargo umano è un’opzione reale: non abbiamo più questa capacità come altri animali per motivi evolutivi, ma secondo gli scienziati abbiamo ancora un antico gene (“sopito”) che, chissà, forse un giorno potrebbe essere riattivato, permettendoci una sorta di “ibernazione naturale”.

Un numero sempre maggiore di indizi suggeriscono che gli esseri umani potrebbero avere l’”hardware biologico” per beneficiare almeno di alcuni aspetti del letargo. L’attivazione di questi meccanismi potrebbe fermare un arresto cardiaco, aumentare la longevità e aiutare le persone a viaggiare più lontano nello spazio.

Attualmente questo non è possibile per motivi evolutivi: infatti andare in letargo per mesi significa non potersi riprodurre, per es., ma anche essere particolarmente vulnerabili a diversi predatori, e l’essere umano non poteva permetterselo, rischiando di essere soppiantato da altre specie.

Ma in un lontanissimo passato, ai primordi della specie umana,  era possibile che l’uomo lo facesse: infatti in determinate condizioni, per esempio con poco cibo o in presenza di un’ondata di freddo, è possibile, secondo gli scienziati, che gli occhi dei nostri antenati si appesantissero e il loro corpo iniziasse a rallentare fino a spegnersi del tutto.

Una ricerca della fine del 2020, guidata dalla Democritus University of Thrace (Grecia) ipotizzava proprio questo: che i Neanderthal andassero in letargo per affrontare i rigidi inverni. L’ipotesi sarebbe corroborata da ossa trovate in uno dei siti fossili più importanti del mondo, il Sima de los Huesos nella attuale Spagna, ove i nostri predecessori ominidi potrebbero aver affrontato il freddo estremo centinaia di migliaia di anni fa.

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Ma ora c’è di più: ora infatti avere questa possibilità avrebbe altri vantaggi oltre alla possibilità di affrontare freddo e carestie. Poter tenere a bassa energia il nostro corpo potrebbe combattere condizioni che affliggono gli esseri umani moderni, tra cui morbo di Alzheimer, ictus e infarto, risultando determinante anche per la longevità e della colonizzazione dello spazio.

La distribuzione delle specie in letargo sull’albero dei mammiferi rende probabile la conclusione che l’antenato comune di tutti i mammiferi fosse un animale in grado di andare in letargo – spiega a New Scientist Sandy Martin, ricercatore presso l’Università del Colorado (Usa) – È possibile che tutti abbiamo l’hardware genetico

Non sappiamo però (ancora) se qualche circuito sottostante a tale hardware, ovvero il gene che ci darebbe questa possibilità, può essere attivato in modo sufficiente da conferirci almeno alcune proprietà protettive del letargo.

Gli scienziati sono intenzionati a scoprirlo.

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Fonte: New Scientist

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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