Jova Beach Party di nuovo nella bufera: a Marina di Ravenna abbattuti 65 metri di alberi per far spazio allo show

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Torna il Jova Beach Party su diverse spiagge in tutta Italia ma con lui anche le polemiche - a buon diritto - degli ambientalisti. A Marina di Ravenna per far spazio a due date del mega show è stato abbattuto un filare di 65 metri di tamerici

È già partito l’attesissimo tour del Jova Beach Party che a tappe, per tutta l’estate, proporrà musica dal vivo sulle più belle e frequentate spiagge italiane. Come sempre, però, questo evento trascina con sè una serie di polemiche, in quanto si tratta di uno show particolarmente “pesante” dal punto di vista ambientale.

Ve ne avevamo già parlato al suo debutto, nel 2019, sottolineando diversi aspetti critici di questo mega beach party.  Leggi anche:

All’epoca, fu talmente tanta la pressione sull’evento, che Jovanotti cancellò il suo concerto del 16 luglio a Ladispoli, accogliendo la richiesta degli animalisti, preoccupati per le sorti del fratino eurasiatico che nidifica su quella spiaggia. Leggi anche: Bravo Jovanotti! Cancellato il concerto sulla spiaggia di Torre Flavia per proteggere il fratino

Ma ora il tour riparte e con lui le polemiche, le questioni ambientaliste si ripropongono anche stavolta. In questi giorni sta facendo particolarmente scalpore quanto accaduto a Marina di Ravenna dove, per far spazio al Jova Beach Party, è stato tagliato un filare di ben 65 metri di tamerici.

Da qui il sommovimento di tutte le persone che hanno a cuore l’ambiente. Ma come? Siamo alle prese con i cambiamenti climatici, la siccità, ecc. dovremmo piantare alberi ogni giorno per rendere più verdi i nostri spazi e Jovanotti (che si professa ambientalista) permette un tale scempio?

In tanti (e anche noi) ci stiamo chiedendo come sia possibile.

Su alcuni quotidiani si legge che gli esemplari di tamerici (della specie Tamarix Africana) rimosse dalla spiaggia dove si terranno i due concerti (l’8 e il 9 luglio) a Marina di Ravenna fanno parte di specie alloctone e verranno ripiantumate alla fine dell’evento.

In merito l’amministrazione ravennate ha dichiarato:

gli esemplari di tamerici, della specie Tamarix Africana, rimossi dalla spiaggia di Marina di Ravenna nella zona in cui sarà ospitato il concerto di Jovanotti fanno parte di specie alloctone e verranno ripiantumate. Non avevano nessuna funzione di protezione della pineta dalla ventilazione perché posizionate arbitrariamente in spiaggia in modo trasversale rispetto alla pineta. Nell’ottica della riqualificazione relativa al Parco Marittimo saranno invece privilegiate le piantumazioni di specie autoctone, Tamarix Gallica. La messa a dimora avverrà nel periodo di fermo vegetativo delle piante.

Ma la sezione di Ravenna di Italia Nostra, Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, smentisce punto per punto quanto dichiarato dall’amministrazione comunale:

le tamerici rimosse per Jovanotti non verranno ripiantate e non sono alloctone.

Partiamo dal primo punto: le tamerici non potranno essere ripiantate. Come mai? Lo spiega Italia Nostra in una nota:

Le radici del filare sono tutte sepolte sotto la sabbia nel luogo dove sono state abbattute le piante, chiunque può andare a controllare. Come è possibile affermare che verranno trapiantate, se prive di radici? Ovviamente sull’Albo pretorio del Comune non è presente alcun provvedimento che preveda l’operazione di spostamento, ricovero e ricollocamento altrove del filare abbattuto.

E la foto seguente prova che in effetti alcune radici sono ancora nel terreno.

jova beach radici alberi sradicati marina di ravenna

@Italia nostra

La seconda ragione con cui l’amministrazione ha giustificato l’abbattimento degli alberi è che le tamerici non fanno parte di specie alloctone.

Su questo punto Italia Nostra scrive:

Il Comune ha raccontato che la tamerice abbattuta, classificata come africana, non sia originaria delle nostre zone, e per questo motivo ne ha predisposto l’eradicazione. Salvo contemporaneamente smentirla con le dichiarazioni dell’Assessore che parla invece di ricollocamento altrove.  Possiamo invece affermare che l’unico vero albero di tamerice in Italia è la Tamarix africana, mentre le altre tendono a mantenere la conformazione a cespuglio. La specie più usata da noi (barriere antivento, consolidamento di dune sabbiose, ecc.) è Tamarix gallica, che tende anche ad inselvatichire soprattutto sulle dune, ma sicuramente è stata usata più volte anche T. africana, in vari contesti, come in questo caso. 

Tra l’altro:

Nessuna delle due specie in questione è da considerarsi, a rigor di logica, una specie alloctona. Si può affermare che le formazioni vegetali spontanee con tamerici sono presenti soprattutto lungo i fiumi dell’Italia meridionale e insulare (Sicilia, Sardegna), mentre nei litorali Nord adriatici le formazioni a tamerici (di qualunque specie) sono state per lo più piantate dall’uomo, quindi di tipo artificiale. Basta questo a bollarne una specie come non autoctona, ovvero alloctona, e giustificarne gli abbattimenti?

Ma la vera questione è la seguente: davvero un evento, sia pur così importante e apprezzato come il Jova Beach Party, può passare sopra al buon senso e alle regole, permettendo lo sradicamento di alberi indisciminato?

C’è da dire che questo fatto non è passato inosservato e i cittadini ravennati sono indignati. Pochi giorni fa è comparso a Marina di Ravenna uno striscione molto chiaro su cui si leggeva:

65 metri di tamerici abbattuti per Jovanotti, in periodo vietato (per nidificazione). Sindaco, l’ha autorizzato lei? Wwf, Fiab (Federazione Nazionale Ambiente e Bicicletta, ndr.), ambientalisti dove siete?

65 metri di tamerici abbattute jova beach

@Susanna Medri Facebook

Ma le critiche sono arrivate anche direttamente al cantante, che sui social è stato contestato proprio per il suo professarsi ambientalista, contemporaneamente permettendo una serie di cose non propriamente “green”, pur di fare i suoi mega concerti. L’abbattimento degli alberi di cui abbiamo parlato in primis ma anche la scelta di uno sponsor come Fileni (che produce carne da allevamenti intensivi).

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Fonte: Italia Nostra Ravenna

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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