In Somalia la siccità record di quest’anno ha costretto mezzo milione di persone a lasciare le loro case

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La Somalia è stata messa nuovamente in ginocchio dalla siccità. Decine di migliaia di famiglie hanno abbandonato le loro abitazioni per cercare acqua e cibo: si teme una catastrofe come quella del 2011, che ha causato ben 260.000 vittime.

Sui giornali e nei tg se ne parla troppo poco, ma la crisi climatica sta stravolgendo la vita di interi popoli. Nella maggior parte dei casi a farne le spese sono le popolazioni più povere e vulnerabili del mondo, come la Somalia, alla prese con la peggiore siccità degli ultimi decenni.

Sono già oltre 450mila dall’inizio dell’anno le persone che si sono viste costrette ad abbandonare le loro abitazioni per andare alla ricerca di cibo e acqua, mentre per le strade si incontrano bovini ed altri animali morti di fame, ormai in stato di decomposizione nelle pianure aride.

siccità somilia

@Michael Tsegaye/Save the Children

A restituire questi dati che mostrano quanto sia ormai drammatica la situazione è l’organizzazione Save the Children, che opera in Somalia da oltre 70 anni.

La siccità record, che ha colpito il 90% del territorio somalo, sta avendo ripercussioni specialmente sui più piccoli: sono circa 1,4 milioni i bambini che potrebbero soffrire di malnutrizione entro la metà del 2022. Ben 64% rispetto a due anni fa. E dell’ospedale regionale di Kismayo i ricoveri di minori sono cresciuti in maniera spaventosa: il numero dei bambini ricoverati è triplicato rispetto all’anno scorso. E inoltre si sta assistendo ad un boom di casi di polmonite e diarrea.

Alcune aree sono aride come mai negli ultimi 40 anni e si teme il ripetersi della mortale carestia del 2011 che ha ucciso circa 260.000 persone, metà dei quali erano bambini di età inferiore ai cinque anni. – sottolinea l’organizzazione internazionale – Oltre all’appello umanitario internazionale delle Nazioni Unite per un finanziamento che finora ha raccolto solo il 2% di 1,46 miliardi di dollari necessari per rispondere a quest’emergenza, Save the Children chiede alla comunità internazionale di intensificare urgentemente gli sforzi di finanziamento per evitare che il ripetersi degli stessi errori commessi dieci anni fa facciano precipitare la Somalia in un’ulteriore catastrofe.

La Somalia è alle prese con una delle peggiori ondate di siccità di sempre

La situazione sembra destinata a peggiorare. Secondo le stime di Save the Children, il numero di profughi provocati dalla siccità potrebbe raggiungere quota 1,4 milioni entro quest’anno.

Questa è una delle peggiori siccità che abbia mai visto. Siamo abituati a vedere la siccità in Somalia, ma questa è diversa. Sta peggiorando e abbiamo perso tutto. Per tre anni non abbiamo visto una bella pioggia – racconta Aamina, una contadina di 50 anni che ha assistito alla morte di tutto il suo bestiame e che adesso vive in un campo profughi. – Non posso prevedere cosa accadrà dopo, ma non credo – ha aggiunto – che potremo mai tornare indietro perché non abbiamo nulla. Se ci ammaliamo, non possiamo fare nulla. Ora serve un riparo migliore e se avremo un sostegno potremmo provare a ricominciare in città. Questo è il mio più grande desiderio ora.

Il Paese africano ha sempre avuto dei periodi di siccità a cadenza decennale, ma di recente stanno diventando sempre più frequenti e le conseguenze più deleterie.

Quando diventano degli episodi consecutivi, le persone non hanno il tempo di riprendersi così come non lo ha il bestiame, e non si riescono ad avere più raccolti – chiarisce il direttore di Save the Children per la Somalia, Mohamud Mohamed Hassan. Questo è il motivo per cui questa situazione ha ora raggiunto livelli di crisi e quasi l’intero Paese è colpito da questa aridità. Dobbiamo agire ora per scongiurare la carestia che abbiamo visto nel 2011 e che ha causato 260.000 vittime, metà delle quali erano bambini piccoli. Abbiamo assistito  a un forte declino nel modo in cui il governo e la comunità internazionale stanno rispondendo a questa crisi. Sappiamo che ci sono molte crisi a cui dare una risposta sullo scacchiere globale ed è probabile che l’Ucraina travolga l’agenda e le priorità dei donatori ma i bambini qui devono affrontare una grave malnutrizione, ed il rischio di morte si fa sempre più alto. Non possiamo abbandonarli, possiamo salvarli solo se agiamo ora.

Non possiamo voltare le spalle (ancora una volta) al popolo somalo.

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Fonte: Save the Children 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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