Tomatina, oltre 130 tonnellate di pomodori sono andati sprecati per la tradizionale festa spagnola (ma ne avremmo fatto volentieri a meno, a maggior ragione quest’anno)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

In provincia di Valencia ieri si è celebrata la festa della Tomatina, la popolare battaglia a suon di pomodori cha attira ogni anno migliaia di persone. Ma la manifestazione accende i riflettori su una questione molto seria (specialmente quest'anno, in cui il mondo sta facendo i conti con la siccità record): lo spreco alimentare

Le strade di Buñol, piccolo borgo dell’entroterra di Valencia, sono tornate a tingersi di rosso. Dopo di anni di stop a causa della pandemia, nella cittadina è tornata la cosiddetta Tomatina, la tradizionale battaglia a suon di pomodori, che si festeggia da decenni l’ultimo mercoledì di agosto.

Come si vede dalle immagine riportate sui quotidiani e circolate sui social, in un’atmosfera di festa gli spagnoli si sono presi a colpi di pomodori, lanciati addosso l’un l’altro come si fa con le palle di neve.

Sono stati oltre 14ooo i partecipanti all’edizione di quest’anno. Il festival è sicuramente di grande impatto a livello visivo e nel corso degli anni è diventato un evento molto amato e sentito.

Ma la visione di quelle scene apre un dibattito sugli sprechi alimentari: si parla, infatti, di ben 130 tonnellate di pomodori utilizzati e buttati via. Tutto nel giro di una sola giornata e per puro divertimento.

Dal canto loro gli organizzatori dell’evento si difendono spiegando che gli ortaggi impiegati, coltivati a basso costo nella comunità autonoma spagnola dell’Estremadura, sono molto maturi e il loro gusto non è molto apprezzato.

Tuttavia, sempre di cibo si tratta e vederli sprecati così fa male al cuore, a maggior ragione in un’annata caratterizzata da forte siccità e in cui il numero delle persone che vivono in una condizione di insicurezza alimentare acuta ha toccato quota 345 milioni nel 2022, come ci dicono i dati diffusi dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite.

Le origini della festa

Ma come nasce questa festa, divenuta una delle più popolari in Spagna? Le origini della festa risalgono agli anni ’40 dello scorso secolo, esattamente al 1945, quando un gruppo di giovani iniziò a lanciarsi dei pomodori presi dal mercato della piaza di Buñol. La vicenda terminò con l’intervento delle forze dell’ordine, ma loro non si persero d’animo e negli anni successivi si rincontrarono per dare vita nuovamente alla battaglia.

Così nella piccola cittadina spagnola, che oggi conta circa 9mila abitanti, quell’evento nato per goliardia divenne poi una  manifestazione a tutti gli effetti e nel 2007 la battaglia dei pomodori è stata riconosciuta come festival di interesse internazionale.

Seguici su Telegram Instagram | Facebook TikTok Youtube

Fonte: La Tomatina 

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook