COP26: l’India rifiuta di fissare una data per raggiungere l’obiettivo zero emissioni

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L'India, il terzo più grande inquinatore al mondo, ha annunciato di non voler fissare una data per raggiungere l'obiettivo 0 emissioni

I lavori della COP26 di Glasgow non sono ancora cominciati, ma già si intravedono le prime criticità. Dopo il gran rifiuto di Putin di partecipare al summit in programma a novembre, il Governo indiano ha annunciato di non voler fissare una data precisa per raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette di carbonio.

L’India rappresenta il terzo più grande inquinatore al mondo dopo Cina e Stati Uniti ed è da tempo sotto pressione. Mentre Paesi come gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Regno Unito si sono impegnati a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e la Cina e l’Arabia Saudita entro il 2060, le istituzioni indiane non ne vogliono sapere di cambiare rotta. Almeno non in tempi brevi.

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Per il Governo indiano l’obiettivo emissioni zero non è la soluzione alla crisi climatica 

Secondo il segretario indiano dell’Ambiente Shri Rameshwar Prasad Gupta annunciare “l’obiettivo emissioni zero non è una soluzione in sé alla crisi climatica”, come spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa a pochi giorni dall’avvio della COP26.

“È più importante la quantità di carbonio che si immette nell’atmosfera prima di raggiungere emissioni nette zero” ha aggiunto. 

Una dichiarazione che lascia intendere che New Delhi non è disposta a cedere e ad abbandonare il carbonio. Tuttavia, il primo ministro indiano Narendra Modi parteciperà alla conferenza di Glasgow per dimostrare che l’India sta prendendo sul serio la questione della crisi climatica.  

Il Paese si è impegnato a ridurre l’intensità delle emissioni del suo PIL del 33%-35% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005, raggiungendo una riduzione del 24% nel 2016. E il ministro dell’Ambiente Bhupendra Yadav ha affermato che l’India è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi fissati alla conferenza di Parigi del 2015, lasciando la porta aperta alla loro revisione.

“Tutte le opzioni sono sul tavolo” ha dichiarato, spiegando che il successo della COP26 dipenderà dai finanziamenti che verranno previsti per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni, garantendo al contempo la crescita economica.

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Fonte: Reuters

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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