Stop a nuove estrazioni di petrolio e gas: la Colombia vuole abbandonare i combustibili fossili

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Per la Colombia non è più sostenibile un sistema economico basato sui combustibili fossili. Con lo scopo di promuovere una transizione energetica pulita e giusta, il Paese sudamericano non concederà nuove autorizzazioni per l'estrazione di greggio e gas

Per la Colombia il petriolio rappresenta attualmente circa un terzo delle esportazioni. Tuttavia, per il Paese sudamericano è arrivato il momento di voltare pagina e optare per un’economia più verde. Per farlo il Governo colombiano ha deciso di non rilasciare ulteriori autorizzazioni legate all’estrazione di greggio e di gas. Ad annunciare la svolta storica – che farà bene all’ambiente e proteggerà le popolazioni indigene – è stata la ministra colombiana delle Miniere e dell’Energia, Irene Vélez-Torres, intervenuta qualche giorno fa al meeting World Economic Forum, che si è tenuto a Davos.

“Abbiamo preso la decisione di non rilasciare più nuove concessioni per l’esplorazione di gas e petrolio. Sebbene questo sia stato un tema molto controverso a livello nazionale, per noi è un segnale chiaro del nostro impegno contro i cambiamenti climatici. Perché sappiamo che questa è una decisione a livello globale e assolutamente urgente che necessita di azioni immediate” ha dichiarato la ministra colombiana.

Secondo il Ministero delle Miniere e dell’Energia la Colombia avrebbe riserve di petrolio e gas sufficienti fino al 2037, il che consentirebbe di fermare l’autorizzazione di ulteriori contratti di sfruttamento di fonti fossili.

Più investimenti nell’energia pulita e nel turismo

Anche il presidente colombiano Gustavo Petro ha confermato la linea del Governo a favore di una transizione energetica giusta oltre che pulita, spiegando che la nazione intende investire le sue risorse economiche nelle fonti rinnovabili (specialmente nell’idroelettrico) e settore turistico.

“Siamo convinti che i cospicui investimenti nel turismo, considerata la bellezza della nostra nazione, e la capacità e il potenziale che il Paese ha per la produzione di energia pulita, possano colmare perfettamente a breve termine il vuoto lasciato dai combustibili fossili” ha sottolineato, facendo notare come il capitalismo sia sempre stato basato su queste fonti di energia che vanno ormai superate.

Riuscirà la Colombia a mantenere questa promessa? Staremo a vedere, ma una cosa è certa: per lo Stato sudamericano non sarà affatto semplice rendersi indipendente dalle fonti fossili.

Secondo i dati più recenti riporati dall’EIA (United States Energy Information Administration) nel 2021 è stato il quinto esportatore di greggio verso gli Stati Uniti, con una media di 198.000 barili di greggio al giorno. Quella fatta dal Governo Colombiano si configura come una scelta molto audace, visto che l’oro nero rappresenta una risorsa preziosissima per l’economia del Paese. A quanto pare, però, i tempi sono maturi per un cambio di direzione verso un mondo più sostenibile.

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Fonti: Irene Vélez-Torres/Gustavo Petro /EIA

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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