L’Italia sta decidendo di considerare il gas fossile fonte “sostenibile” con la nuova tassonomia europea

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Tassonomia, una domanda è lecita: usare gas fossile e nucleare dando loro un bollino “verde” quanto green può mai essere?

Da quattro anni la Commissione Ue lavora a una tassonomia che definisca quali siano gli investimenti verdi e quali no. Ma il bello è che sarà forse una tassonomia che includerà anche gas e nucleare. Con buona pace degli investimenti green

Prima di Natale, l’Europa dovrà con molta probabilità presentare la tassonomia, ossia la classificazione delle attività ritenute sostenibili dal punto di vista ambientale. Ed è subito braccio di ferro tra istituzioni e ambientalisti.

Se da un lato, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sostiene che “il futuro sono le fonti rinnovabili ma avremo bisogno anche di fonti stabili, come il nucleare, e di transizione come il gas”, dall’altro una domanda è lecita: usare gas fossile e nucleare dando loro un bollino “verde” quanto green può mai essere?

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Da più parti sembra ormai chiaro un dato: con queste premesse, la tassonomia dell’Ue sarebbe in contrasto con lo scenario 1,5°C dell’Agenzia Internazionale per l’Energia e minerebbe l’obiettivo climatico dell’UE per il 2030, dato che la valutazione d’impatto della Commissione indica che per raggiungere il meno 55%, l’UE deve ridurre il suo uso totale di gas fossile di circa il 30% entro il 2030. Avere il gas nella tassonomia verde porterebbe a più gas, non a meno.

La bozza pubblicata dalla Commissione europea, insomma, sembra stia abbandonando ogni impegno nel far avanzare il Green deal europeo attraverso le regole sulla finanza sostenibile. “La tassonomia dell’Ue avrebbe dovuto essere il gold standard degli investimenti verdi, ma sembra destinata a diventare un esercizio di greenwashing”, dicono da Greenpeace.

E così, dopo la mozione per chiedere al Governo italiano di impegnarsi a non far includere il nucleare e il gas nella classificazione green dell’Ue, non ci stanno nemmeno i giovani attivisti dei Fridays for future, che al nostro Presidente del Consiglio lanciano un accorato appello.

Non c’è alternativa: o i giovani o il gas, la lettera dei Fridays for future a Mario Draghi

L’Italia sta decidendo di considerare il gas fossile una fonte di energia “sostenibile”, mentre quando si libera in atmosfera è un gas serra fino a 80 volte più climalterante della CO2.
 
Lei ha detto più volte che i giovani sono una priorità del suo operato, per garantirci non solo un presente vivibile, ma anche e soprattutto un futuro. Ma non possono coesistere un futuro sicuro e definire “green” un combustibile fossile, aiutando chi la crisi climatica l’ha causata, l’ha negata per decenni, e continua a rallentare le azioni necessarie per risolverla.
 
È impossibile avere un futuro sostenibile e sicuro se non manteniamo il riscaldamento globale entro 1,5°C. Al G20 a Roma lo avete ribadito. Alla COP 26 anche. Ma le promesse non ci servono a niente, quello che ci serve sono le azioni. Va impedita ogni nuova esplorazione e infrastruttura di combustibili fossili, e nei prossimi 5 anni secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia il 95% dell’energia installata serve che sia da fonte rinnovabile.
 
Politico.eu la definisce la persona più influente in Europa. Può mostrare che le sue non sono solo parole, e vuole davvero guidare e agire per il clima. Faccia togliere il gas dai combustibili sostenibili della tassonomia europea.
Laura Vallaro,
Martina Comparelli,
Lavinia Iovino,
Michela Spina,
Filippo Sotgiu,
Giovanni Mori,
portavoce di Fridays for Future Italia
 
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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