La Corrente del Golfo sta rallentando come mai prima: prepariamoci a inverni sempre più freddi

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La Corrente del Golfo sta rallentando in modo impressionante: mai così debole da 1000 anni. Arriveranno inverni sempre più freddi

La Corrente del Golfo sta rallentando in modo impressionante: mai così debole da 1000 anni: è il risultato di una ricerca condotta da un team internazionale e interdisciplinare, che preannuncia l’arrivo di inverni sempre più freddi.

La Corrente del Golfo (Atlantic Meridional Overturning Circulation, AMOC) è un sistema così potente che, anche a latitudini molto elevate, le zone esposte ad essa manifestano temperature sensibilmente più alte dei corrispondenti interni (basta verificare la differenza, anche in inverno, tra quelle di città della costa norvegese artica occidentale con quelle di città a pari latitudini in Finlandia).

L’AMOC è dunque un meccanismo importante per la ridistribuzione del calore e cruciale per il clima del mondo. Bruschi rallentamenti possono innescare eventi climatici estremi in tutto il globo, tra cui un improvviso aumento del livello del mare a livello locale nonchè cambiamenti nella posizione delle principali piogge e delle zone climatiche aride.

Infatti – spiegano gli esperti – il flusso superficiale verso nord dell’AMOC porta a una deviazione delle masse d’acqua a destra, lontano dalla costa orientale degli Stati Uniti, a causa della rotazione terrestre. Ma, quando la corrente rallenta, questo effetto si indebolisce, e un maggiore quantitativo di acqua può accumularsi sulla costa orientale degli Stati Uniti, portando a un aumento del livello del mare.

I ricercatori sono stati ora in grado di ricostruire la cronologia del flusso dell’AMOC negli ultimi 1600 anni utilizzando una gamma di diversi indicatori diversi e in gran parte indipendenti, tra cui dati di anelli di alberi, carote di ghiaccio, sedimenti oceanici e coralli, nonché dati storici come i registri delle navi.

L’analisi di un così vasto set indica che l’AMOC è stata relativamente stabile fino al XIX secolo, ma ha iniziato a declinare alla fine della piccola era glaciale dopo il 1850 circa, con un secondo declino più drastico successivo dalla metà del XX secolo.

Leggi anche: Cosa accadrebbe al clima se a causa del riscaldamento globale la Corrente del Golfo si fermasse?

“Sebbene la modellazione climatica abbia da tempo previsto un rallentamento dell’AMOC a causa del riscaldamento indotto dall’uomo – spiega David Thornalley, coautore della ricerca – questo studio mostra la crescente evidenza a sostegno della tesi secondo cui l’attuale Oceano Atlantico sta subendo cambiamenti senza precedenti rispetto allo scorso millennio, e in alcuni casi più a lungo”.

Tutto questo è un enorme problema per la vita sul nostro Pianeta.

“Insieme ad altre pressioni umane sull’ambiente marino – continua infatti il ricercatore – i cambiamenti che stiamo osservando nella circolazione oceanica stanno influenzando gli ecosistemi marini sia in superficie che in profondità. Dovremo tenere conto di questi cambiamenti in corso nei nostri sforzi per conservare e gestire le risorse marine”.

L’uomo ancora una volta la causa? Indubbiamente il riscaldamento globale sta peggiorando gravemente la situazione.

“Se continuiamo a alimentare il riscaldamento globale, l’AMOC si indebolirà ulteriormente, dal 34 al 45 percento entro il 2100 secondo l’ultima generazione di modelli climatici. Questo potrebbe portarci pericolosamente vicino al punto di svolta in cui il flusso diventa instabile”.

Conseguenze? Irreparabili.

Il lavoro è stato pubblicato su Nature Geoscience.

Fonti di riferimento: London’s Global University / Nature Geoscience

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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