In Irlanda centinaia di migliaia di bovini dovranno essere abbattuti per ridurre le emissioni di gas serra

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Il piano del governo per ridurre le emissioni agricole del 25% entro il 2030 farà fallire molte aziende agricole e potrebbe portare all'abbattimento di centinaia di migliaia di bovini

Il governo irlandese entro il 2030 si è posta come obiettivo quello di ridurre del 25% le emissioni di gas serra nel settore agricolo. Questa decisione potrebbe portare all’abbattimento di centinaia di migliaia di mucche ritenute in parte responsabili della crisi climatica.

Da qualche settimana in Irlanda va in scena un’aspra battaglia tra ambientalisti, mondo della politica e allevatori. Il tutto dopo la decisione del governo di fronteggiare la crisi climatica ponendosi come obiettivo quello di ridurre le emissioni di gas serra nel settore agricolo. Da qui, la protesta degli allevatori per il fallimento delle loro aziende agricole e l’eventuale abbattimento di capi di bestiame.

Secondo il governo, le aziende agricole sarebbero responsabili del 37,5% delle emissioni complessive, la percentuale più alta dell’Unione Europea, data in buona parte proprio dagli allevamenti.

Altri settori dovranno affrontare obiettivi ancora più elevati – i trasporti devono ridurre le emissioni del 50%, gli edifici commerciali e pubblici del 40% – ma le proteste più forti sono arrivate dagli agricoltori, perché qui si parla di una vera e propria strage di bovini. Nel Paese ci sono, infatti, oltre 7 milioni di capi di bestiame, un numero più alto di quello della popolazione stessa.

“L’atmosfera è estremamente messa alla prova, è difficile quantificare la situazione reale”, spiega Pat McCormack, capo della Irish Creamery Milk Suppliers Association. Ciò che è reale è che a pagarne le conseguenze potrebbero essere proprio i bovini che secondo il partito dei Verdi, sarebbero solo il capro espiatorio.

Il tutto avviene in una situazione che ha del paradossale. Fino a qualche mese fa, era stato proprio il governo irlandese ha incoraggiare gli allevatori ad espandersi per sfruttare la fine delle quote latte dell’UE. Gli agricoltori, così, hanno investito in nuove attrezzature e i capi di bestiame sono cresciuti sempre più, basti pensare che il 90% dei prodotti che riempiono gli scaffali di tutto il mondo provengono proprio dall’Irlanda.

La partita si giocherà tutta nelle prossime settimane, anche se gli scettici dicono che anche se tutti gli obiettivi venissero raggiunti, l’Irlanda non arriverà alla riduzione delle emissioni del 51% prevista dalla legge.

Fonte: The Guardian

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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