Queste mucche sono state addestrate a farla “nel vasino” per ridurre le emissioni, ma il vero problema restiamo noi

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Gli scienziati hanno insegnato alle mucche a urinare in una toilette per ridurre le emissioni di gas serra, ma è davvero la soluzione?

Gli scienziati hanno insegnato ai vitelli a fare pipì in una toilette speciale per ridurre le emissioni di gas serra, ma è davvero la soluzione?

Sembrerebbe uno scherzo, ma non lo è. Ideata come una misura per aiutare a ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento del suolo e dell’acqua generato dagli allevamenti, un gruppo internazionale di ricercatori della Farm Animal Biology Research Institute (FBN) in Germania e dell’Università di Auckland di Nuova Zelanda ha addestrato dei vitelli ad “andare in bagno”.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, ha dimostrato che le mucche possono essere addestrate a depositare la maggior parte della loro urina in latrine appositamente costruite – soprannominate “MooLoo” – consentendo così lo sviluppo di metodi più efficaci per raccogliere, trattare e smaltire l’urina. (LEGGI anche: Non basta mangiare carne biologica per salvare il Pianeta. Il nuovo studio sulle emissioni degli allevamenti)

La pipì delle mucche, fonte d’inquinamento

Secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il settore zootecnico, nel suo complesso, rappresenta il 14,5% di tutte le emissioni di gas serra legate alle attività umane. Una parte di queste provengono appunto dal letame, in cui sono presenti composti come ammoniaca e metano, un gas ormai riconosciuto per il suo potente effetto serra. (LEGGI anche: 20 aziende che producono carne e latticini generano più gas serra di Paesi industrializzati come Francia e Germania: il report shock)

Non solo, il letame zootecnico è una delle fonti di inquinamento del suolo e dell’acqua. Quando le mucche sono tenute principalmente all’aperto, come in Nuova Zelanda e Australia, l’azoto nelle urine si scompone nel terreno. Questo produce due sostanze problematiche: nitrato e protossido di azoto. 

Mucche addestrate

mucche educate ad andare in bagno

©Current Biology

Normalmente si presume che i bovini non siano in grado di controllare la defecazione o la minzione, ma questi, come molti altri animali da fattoria, sono abbastanza intelligenti e possono imparare molto. Perché non possono imparare ad usare il bagno?” si chiese Jan Langbein, uno psicologo animale presso la FBN e autore principale dello studio.

Ma come sono riusciti ad addestrarli? Per prima cosa, i ricercatori hanno rinchiuso 16 vitelli nelle latrine. Ogni volta che urinavano lì, ricevevano cibo o acqua zuccherata come ricompensa. Poi hanno utilizzato metodi di rinforzo negativo per insegnare loro a non urinare in mezzo ai pascoli: quando lo facevano, i ricercatori spruzzavano acqua sul muso degli animali.

L’esperimento ha funzionato, ma non al 100%. Su 16 vitelli, solo 10 hanno imparato ad usare le latrine. Infatti, i scienziati hanno scoperto che la capacità delle mucche di trattenere la voglia di urinare e di andare alla latrina era equivalente alla capacità di un bambino e persino maggiore di quella dei bambini più piccoli.

“I nostri risultati sono originali e rivelano un’opportunità finora non realizzata di sfruttare le capacità cognitive degli animali per aiutare a risolvere problemi ambientali urgenti senza compromettere il benessere degli animali”, si legge nella ricerca.

Tuttavia parlare di “benessere degli animali” negli allevamenti con tanta leggerezza è veramente assurdo. Il problema non è l’urina delle mucche, il problema siamo noi. La domanda che ci sorge spontaneamente è: non sarebbe meglio insegnare agli esseri umani il rispetto per tutte le forme di vita, educandoli a mangiare meno carne per tutelare l’ambiente e la loro stessa salute? 

Tra l’altro questo “addestramento” ci mostra tutta la spiccata intelligenza di questi animali, mansueti e dolci, che invece vengono sottoposti a indicibili torture in ogni parte del mondo per il loro latte e la loro carne. Ribaltiamo i punti di vista, perché questa non è affatto una soluzione, ma l’ennesimo sfruttamento e soggiogazione da parte dell’essere umano. 

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.

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