Agrivoltaico, gli agricoltori francesi stanno ricoprendo le colture con pannelli solari per produrre cibo ed energia allo stesso tempo

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Gli agricoltori francesi stanno ricoprendo di fotovoltaico le colture, con un “tetto” di 5.500 pannelli solari che si estende su baccelli di soia marroni maturi. Nel dipartimento francese di Haute-Saône è in corso un esperimento per produrre energia dal sole senza ostacolare le grandi colture di cereali

La Francia punta sull’agrivoltaico: nel dipartimento di Haute-Saône, nella parte nord-orientale del Paese, è in corso un esperimento condotto dall’azienda energetica TSE, che ha letteralmente ricoperto campi di soia con un “tetto” di 5.500 pannelli solari. L’obiettivo è per produrre energia dal sole senza ostacolare le grandi colture di cereali.

Il “tetto” si estende su baccelli di soia marroni maturi ed è alto più di cinque metri, su corridoi larghi 27 metri, cosa che permette il passaggio di quasi tutte le macchine agricole. E i raccolti della scorsa settimana, i primi semi di soia coltivati ​​sotto i pannelli, sono risultati in media più pesanti e più ricchi di proteine, secondo l’azienda. Ora verrà seminato il grano invernale.

Mathieu Debonnet, presidente di TSE, conferma inoltre che, anche nel cuore della scorsa estate torrida, la terra sotto i pannelli è sempre rimasta un po’ morbida e umida proprio grazie all’ombra diffusa e mobile offerta dalle installazioni.

L’esperimento durerà nove anni, nel corso dei quali per l’installazione di tre ettari, l’agricoltore riceve 4.500 euro all’anno da TSE, firmato un contratto di locazione quarantennale. La produzione picco di 2,5 megawatt, l’equivalente del consumo di 1.350 abitanti secondo TSE, dovrà essere allacciata alla rete elettrica all’inizio di dicembre.

L’agrivoltaico, comunque, è ancora una tecnologia che divide la comunità agricola, per una serie di motivi, tra cui l’impatto visivo, di certo non trascurabile, soprattutto in proporzioni come queste: dalla strada, pali, cavi e pannelli solari non passano inosservati.

Ovviamente ha un impatto visivo, ma dobbiamo accettarlo se vogliamo essere indipendenti energeticamente

sostiene Sylvain Raison, che guida la vasta fattoria ad Amance, 25 chilometri a nord di Vesoul.

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Fonte: France24/AFP / AFP Photo/Twitter

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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