Agricoltura biologica, ora c’è la legge (e no, l’agricoltura biodinamica non è stata cancellata)

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Tra le novità l'istituzione di un tavolo tecnico per la produzione biologica e la nascita del marchio biologico italiano

È finalmente arrivato il sì al Ddl Agricoltura con metodo biologico alla quarta lettura in Senato con 195 voti favorevoli, nessun contrario e 4 astenuti. Un provvedimento per “la tutela lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, come viene riportato sul sito del Senato, che guarda ai numeri davvero importanti di questo settore.

Nella versione finale nel provvedimento è stata eliminata solo l’equiparazione con l’agricoltura biodinamica, una battaglia che ha avuto tra i suoi esponenti di spicco la Senatrice a vita Elena Cattaneo. Nello specifico il riferimento è al comma 3 dell’articolo 1, questo vuole dire che i riferimenti al biodinamico non sono stati cancellati dal testo integrale.

Il biodinamico non scompare dal testo definitivo

Si è parlato molto dell’eliminazione del biodinamico da questo provvedimento ma non è così in quanto si menziona sia nell’articolo 5 che nell’articolo 8 come da approvazione nei precedenti passaggi parlamentari.

In un comunicato congiunto di AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio e FederBio esprimono:

un plauso per il lavoro di tutti i parlamentari che ha portato alla conclusione in tempi estremamente rapidi – meno di un mese dall’ultima votazione alla Camera dei Deputati del 9 febbraio – una norma chiave per supportare la transizione ecologica dei sistemi agricoli e per l’intero comparto agroalimentare italiano.

Le principali novità della legge

Prevista la nascita del marchio biologico italiano, a testimonianza della vivacità del settore: Coldiretti parla di 70mila produttori italiani impegnati nel biologico mentre Slowfood annovera 80.000 aziende. Numeri che fanno capire sicuramente la necessità di un provvedimento tanto atteso capace di riconoscere l’impegno in questo comparto. Il testo approvato dà il via anche all’istituzione di un tavolo tecnico per la produzione biologica, a un piano d’azione nazionale per la produzione biologica con cadenza triennale, a un piano nazionale per le sementi biologiche.

Viene introdotto il Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, sovvenzionato con un contributo annuale, che prevede anche delle sanzioni in caso di mancato pagamento dello stesso. Si vieta l’utilizzo di organismi geneticamente modificati e anche l’uso dei termini “bio” e “biologico” qualora vengano usato prodotti anche accidentalmente contaminati da OGM. Infine si riserva attenzione anche alla formazione del personale addetto al settore oltre alla promozione di distretti biologici.

I numeri di un settore in forte crescita

L’approvazione di questo Disegno di legge è stata definita un passaggio epocale da Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia che ha sottolineato come questo settore sia cresciuto dell’80% negli ultimi 10 anni. Il provvedimento tutela la sicurezza dei consumatori e risponde anche alle domande di un settore innovativo:

la modernità agricola è nelle mani di coloro, soprattutto giovani, che lavorando la terra coniugano i vantaggi offerti dalle innovazioni tecnologiche con i saperi e le pratiche ancestrali, garantiscono il rispetto delle esigenze ecosistemiche, gestiscono le risorse naturali e limitano le esternalità negative, assicurando così una produzione adeguata in qualità e quantità.

Anche Coldiretti gioisce per questa approvazione che rappresenta una risposta sia per i produttori e i consumatori. Come ricorda il presidente della Coldiretti Ettore Prandini:

Con gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy che nel 2021 hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore.

Il quadro europeo

La tutela degli ecosistemi, della biodiversità per il 2030 fanno parte del contributo dell’UE in questo senso e sono al centro del Green Deal con la strategia Farm to Fork. Questa riguarda i sistemi alimentari da rendere equi, sani e rispettosi dell’ambiente, inseriti in un percorso che offra nuove opportunità. A supporto ci sono le nuove tecnologie che assieme alla prospera consapevolezza e alla crescente domanda di cibo sostenibile, andranno a beneficio di tutte le parti interessate. Uno dei principali obiettivi riguarda proprio il garantire la sicurezza alimentare, la nutrizione e la salute pubblica, assicurando anche un equo accesso al cibo, sicuro, nutriente e sostenibile.

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Fonti:

Senato; Strategia Farm to Fork; Green Deal Eu; Coldiretti; Slowfood; FederBio

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Laureata in lettere moderne con la passione per il digitale. Giornalista professionista dal 2010: curiosa e fantasista della comunicazione, dalla tv al web.

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