Attento alle nuove valvole termostatiche, ci fanno spendere anche a termosifoni spenti

valvole termosifoni

Valvole termostatiche che si “attivano” da sole facendo lievitare i costi della bolletta anche a termosifoni spenti. A segnalare quest'anomalia è stato il Salvagente su segnalazione di un lettore. Ques'ultimo ha verificato che il proprio contatore, correttamente azzerato dal tecnico, dopo poco tempo e senza ancora utilizzare i termosifoni, segnava ben 315 scatti, pari a circa 30 euro.

La vicenda ha scatenato l'allarme visto che anche altre persone, inconsapevolmente, potrebbero aver pagato senza aver utilizzato i termosifoni.

Dal 2016, le valvole termostatiche sono obbligatorie nei condomini con sistema di riscaldamento centralizzato per favorire il risparmio energetico. Esse permettono infatti di aprire e chiudere la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata concentrando il calore negli ambienti più frequentati. In questo modo si riducono gli sprechi. Oltre alle valvole il sistema presenta anche dei ripartitori di calore.

Ecco cos'è accaduto a Franco Lodigiani. L'uomo ha segnalato un problema proprio con i ripartitori, delle piccole scatolette attaccate ai radiatori. Questi rilevatori sono obbligatori per legge insieme alle valvole termostatiche,

“Lo scorso anno, a settembre 2016, – scrive il signor Lodigiani – i ripartitori sono stati applicati anche nei nostri appartamenti. A fine stagione, dopo il passaggio del tecnico addetto al prelievo e all’azzeramento dei contatori, verifico sugli strumenti stessi che la procedura sia andata a buon fine e che riportino il valore zero predisposto per la nuova stagione. Tutto perfetto”.

Fino qui nulla di strano.

Poco dopo, a fine settembre, il signor Lodigiani per scrupolo controlla il contatore, prima di accendere il riscaldamento. Scopre così che i ripartitori di calore riportavano già 315 scatti, che

“rappresentano le frazioni di consumo calcolate in base al consumo medio del condominio”.

Facendo un rapporto tra l’ammontare di scatti consumati complessivamente nell’ultima stagione invernale e il costo delle bollette per il riscaldamento, l'uomo è giunto alla conclusione che questi 315 scatti erano stati erroneamente calcolati e corrispondevano a circa 30 euro.

Ma è davvero possibile spendere 30 euro senza accorgersene e a causa di questa anomalia?

Dopo aver contattato l'amministratore di condominio visto che i ripartitori nei mesi estivi non dovevano essere in funzione, l'uomo ha consultato anche l’installatore ricevendo come risposta la certezza di essere rimborsato a chiusura esercizio 2017/2018.

“Mi chiedo a questo punto se questo comportamento anomalo sia imputabile solo al modello installato nei nostri appartamenti oppure riguardi tutti i ripartitori. Se così fosse, ci sarebbe da preoccuparsi” dice.

Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia, ha confermato che si tratta di una cosa normale visto che il rilevatore tiene traccia della differenza di calore del radiatore rispetto all’ambiente.

Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l’estate, e si scalda la piastra d’acciaio, questa diventa calda rispetto all’ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare”. Secondo il Salvagente, basta una differenza di temperatura di 3-4 gradi tra radiatore e ambiente circostante per far partire il conteggio degli scatti. Una vera e propria assurdità.

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Che fare dunque se ci si trova in una situazione di questo tipo? E' bene far presente all’amministratore o alla ditta responsabile dei termoimpianti la non regolarità della ripartizione delle spese, e chiedere il rimborso. Molti cittadini, pur non sapendolo, saranno in questa situazione.

Francesca Mancuso