cane negozio

Finalmente io qui posso entrare. Dopo il via libera nei condomini e sui treni, arriva anche quello nei negozi e negli uffici pubblici del Friuli Venezia Giulia, dove una famiglia su 3 vive con un animale. I fidati compagni a quattro zampe non si dovranno più fermare davanti ai cartelli che ne vietano l'ingresso. Lo stabilisce la legge "Norme per il benessere e la tutela degli animali d'affezione", approvata dal Consiglio regionale.

Presentata dal consigliere regionale Roberto Novelli, primo firmatario, insieme all'on. Michela Vittoria Brambilla, in rappresentanza della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, Fulvio Tomsich (LAV Trieste), Gianfranco Urso (Coordinatore regionale ENPA), Elena Riggi (presidente Enpa di Udine) e i rappresentanti locali della Lega Nazionale per la Difesa del Cane e dell'Oipa, la legge "è molto avanzata e merita di essere presa ad esempio da altre Regioni italiane –si legge in una nota del Consiglio-. Tra le altre cose, modifica il termine di iscrizione all'anagrafe canina e definisce la Banca dati regionale (BDR), introducendo l'obbligo di registrazione entro i due mesi di vita dell'animale".

La registrazione deve avvenire comunque prima della sua cessione, mentre i cuccioli possono essere allontanati dalla madre solo a partire dal sessantesimo giorno di vita. Introdotto, poi, anche l'obbligo, per i veterinari, di accertare che l'animale sia provvisto di microchip. È stata istituita anche la Banca dati regionale anche per gli animali da compagnia diversi dai cani, con iscrizione obbligatoria nel caso del trasporto al di fuori del territorio nazionale, volontaria negli altri casi. Alle colonie feline, invece, è stato dedicato un articolo specifico con cui si individua il Comune come soggetto responsabile del loro censimento e degli interventi sanitari.

"Ciò che distingue favorevolmente il testo approvato in Friuli Venezia Giulia – ha osservato l'ex Ministro Brambilla - è l'impostazione. Oltre ad affrontare il tema del benessere animale sotto il profilo della sanità pubblica, si attribuisce finalmente valore centrale al rispetto delle caratteristiche fisiologiche ed etologiche dei nostri piccoli amici e, di conseguenza, si introducono misure innovative, quali ad esempio il divieto di lasciare il cane, un animale sociale, da solo cronicamente".

Soddisfatto anche Novelli: "finalmente una norma che ha affrontato un problema sentito da decine di migliaia di amanti degli animali da affezione – ha aggiunto il consigliere – e che tratta non soltanto l'aspetto della loro tutela, ma anche quello del loro benessere". Il libero accesso ora sarà consentito praticamente ovunque, purché il cane, dove richiesto, sia munito di guinzaglio o museruola. Sarà l'esercente che eventualmente volesse vietare l'ingresso agli animali a doversi attivare in merito dando comunicazione al Comune. Insomma, com'è giusto che sia, il libero ingresso è la regola e il divieto diventa l'eccezione. Almeno in Friuli.

Roberta Ragni

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