L’Ark di Remizov, l’albergo ecosostenibile (e galleggiante) capace di ospitare 10.000 abitanti

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Noè aveva costruito la sua arca per mettere in salvo tutte le specie animali dal diluvio universale. L’architetto russo Alexander Remizov ha progetto la sua Ark ispirandosi, a quanto pare, agli effetti del riscaldamento globale. Si tratta di un hotel dalla gigantesca struttura a chiocciola realizzato con materiali eco-compatibili, energeticamente autosufficiente e in grado di accogliere fino a 10.000 persone.

Questo grande piano edilizio progettato da Remizv ad impatto zero è adattabile in vari modi, secondo la destinazione d’uso e il luogo in cui si vorrà realizzare l’opera. Grazie alla collaborazione con un’azienda di ingegneria tedesca e con lo scienziato moscovita Lev Britvin, Alexander, infatti, ha ideato una struttura completamente autosufficiente, grazie ad un impianto dotato di generatori a energia eolica e solare.
La forma di una cupola promuove la formazione di turbolenze d’aria, rafforzando il lavoro di generatori eolici. – ha fatto sapere Remizov – Dentro l’edificio, la forma a cupola promuove l’accumulo di aria calda nella parte superiore della struttura. Questo calore sarà trasformata in altri tipi di energia da raccogliere anche negli accumulatori termici”.

L’arca – che può essere costruita con il legno, l’acciaio e la plastica EFTE ad alta resistenza – si può adattare agli ambienti e ai climi più diversi e – grazie alla sua struttura modulare e prefabbricata – può prestarsi ad usi diversi, come uffici, hotel, abitazioni, ma anche luoghi di rifugio per emergenza.

struttura

La struttura è stata studiata per svilupparsi su una superficie di 14.000 metri quadrati ed ospitare così fino a 10.000 persone con ampi spazi verdi al proprio interno.
“Potrebbe essere costruita in soli 3 o 4 mesi, in qualsiasi parte del mondo – ha fatto sapere Remizov, specializzato in insediamenti a basso impatto ambientale.

Ma non è tutto, perché il l’architetto russo ha pensato anche ad una variante: quella galleggiante! Grazie ad una particolare carena a nido d’ape, l’arca potrebbe anche essere costruita sull’acqua per far fronte alle conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai.

Verdiana Amorosi

Fonte: Spiegel

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook