Il lunghissimo tappeto collettivo che intreccia (e unisce) i fili e le vite di chi lo tesse

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Un lunghissimo tappeto destinato ad allungarsi ancora di più. Si tratta dell’opera d’arte di Jonida Xherri, artista albanese che ha cucito insieme storie, fili e perline di tutti coloro che hanno voluto partecipare al suo progetto collettivo. Intrecci che parlano di accoglienza e di persone conosciute davvero da Jonida, le cui vite così diverse, ma così simili, si sono simbolicamente unite attraverso l’arte.

Il tappeto, iniziato a Scicli, in Sicilia, ha già raggiunto i 250 metri, e la sua lunghezza aumenterà ancora. Jonida spera di arrivare al chilometro e persino di superarlo!

Perle di accoglienza”, questo il suo nome, fa parte, insieme ad altre due opere, “O Italia o grande stivale non cacciarmi di nuovo a pedate” e “Barca di Cioccolato/ Santo di Modica“, del progetto “Intrecci“, che parla di scambio e di intrecci di fili e vite, come spiegato dalla stessa Jonida sulla sua pagina facebook, “MIRËSERDHËT”, che in albanese significa “Benvenuti”.

Jonida, di origine albanese e in Italia da ben 13 anni, è una cittadina del mondo particolarmente sensibile al tema dell’accoglienza, che definisce “insita nella natura umana” e assolutamente da recuperare perché “il potere dell’accoglienza può fare miracoli“, come dichiarato a Benvenuti Ovunque.

Ed è proprio di accoglienza e condivisione che “parla” il suo tappeto di perline, fatto di incontri, scambi, intrecci preziosi tra persone di origini diverse.

E così anche il suo arazzo di un metro per undici, che riporta le parole del poeta e migrante italiano Emanuel Carnevali mentre faceva ritorno in Italia dopo un periodo di immigrazione all’estero: “O Italia, o grande stivale, non cacciarmi di nuovo a pedate“.

Mentre la sua “barca di cioccolato V/Santo di Modica” sorge dall’unione di 629 scatole di cioccolato di Modica, numero corrispondente ai migranti a cui è stato vietato nel giugno 2018 lo sbarco in Italia. Perché il cioccolato? Perché arriva proprio dalla loro terra, l’Africa, ma a differenza dei suoi abitanti, può sbarcare senza problemi sulle nostre coste.

L’arte di Jonida non si ferma qui, e nemmeno il suo tappeto, che verrà ospitato in qualunque Comune ne faccia richiesta.

Speriamo si facciano avanti in tanti, c’è bisogno di risvegliare il senso di accoglienza e di umanità!

FONTI: Benvenuti Ovunque/facebook

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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