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Prima del terremoto e dello tsunami che l'11 marzo 2011 hanno colpito e devastato ogni cosa, il Giappone poteva contare su 54 reattori nucleari, che coprivano circa il 30% del fabbisogno di elettricità, 37 dei quali erano attivi al momento del disastro. E se in questi giorni si sono susseguite notizie diverse e contrastanti sulla sorte del nucleare giapponese, ieri il ministro dell' industria giapponese Yukio Edano ha confermato, secondo quanto riporta Reuters, che dal 5 maggio, per la prima volta dopo oltre 40 anni, il Giappone si troverà senza reattori nucleari attivi.

La crisi dell'impianto nucleare di Fukushima Daiichi aveva colpito talmente tanto l'opinione pubblica sul tema dell'energia nucleare da impedire il riavvio dei reattori che erano stati fermati per i controlli di manutenzione regolare. Tutti tranne uno dei 54 reattori. Attualmente, infatti, solo un singolo reattore nucleare è ancora attivo, il reattore n.3 della centrale Tomari, situata sull'isola di Hokkaido, la cui produzione elettrica cesserà il giorno 5 maggio.

Con le dichiarazioni di Edano, decade così l'ipotesi di una eventuale riapertura, ventilata dal primo ministro giapponese Yoshihiko Noda, dei due reattori nucleari, il numero 3 e il numero 4, della centrale della Kansai Electric's di Ohi, nella prefettura di Fukui. A questa decisione si erano fortemente opposti il governatore della prefettura di Fukui Issei Nishikawa e il sindaco della città di Ohi Shinobu Tokioka, che chiedevano più sicurezza e maggiori controlli. Ma ora il Ministro dell'industria ha spiegato, in una conferenza stampa, che ci vorranno almeno alcune settimane prima di giungere a una decisione definitiva in merito.

E questo significa che a partire dal 06 Maggio il Paese asiatico celebrerà il suo primo giorno, dal lontano 4 maggio 1970, quando gli unici due reattori esistenti furono chiusi per manutenzione, senza nucleare. Ma anche che l'ombra di un blackout energetico si allunga sempre di più su un Giappone assetato di elettricità, mentre nel mondo cala la quantità mondiale di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari, come annunciato proprio in questi giorni dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica  (Aiea), che segnala un decremento del 4,3% nel 2011.

La terza rivoluzione industriale, insomma, è sotto gli occhi di tutti e sta investendo anche lo storico avamposto dell'atomo, come dimostra il mega-impianto solare da 70 megawatt che verrà realizzato proprio nel Paese del "sole nascente"  .

Roberta Ragni

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