Dopo 25 anni di smart working diventerai così (o forse no)

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L’emergenza coronavirus ha finalmente permesso a molti di noi di scoprire lo smartworking e lavorare da casa, godendo di molta più libertà e tempo libero.

In tanti abbiamo infatti potuto sperimentare cosa voglia dire dormire mezz’ora in più, lavorare indossando abiti comodi, evitare il traffico cittadino nelle ore di punta, pranzare con più calma, avere più tempo per noi e per i nostri cari.

Un quadro quasi idilliaco che presenta però delle problematiche, evidenziate da un gruppo di esperti attraverso Susan, un’elaborazione che vuole metterci in guardia sullo stile di vita sedentario.

Susan è un modello elaborato dal team di DirectlyApply, piattaforma per la ricerca di lavoro, insieme a professionisti della salute tra cui psicologi e personal trainer: l’elaborazione rivela i possibili effetti sul corpo e sulla mente dello smartworking mostrando come potremmo diventare in soli 25 anni di lavoro da casa, se non prestiamo attenzione alle nostre abitudini e al nostro stile di vita.

La mancanza di un adeguato esercizio fisico e di interazioni sociali e le troppe ore trascorse alla scrivania davanti a uno schermo potrebbero tradursi in occhi arrossati, occhiaie, spalle curve, obesità e doppio mento, oltre che causare infiammazioni alle articolazioni, comparsa di rughe e diradamento dei capelli.

Susan smartworking

©DirectlyApply

Ovviamente la colpa non risiede nel lavoro da casa: pochi mesi fa, un gruppo di ricercatori aveva costruito un modello simile, Emma, per rappresentare le lavoratrici e i lavoratori del futuro.

Il manichino raffigurava un’impiegata tipo che, dopo vent’anni di lavoro d’ufficio, appariva gobba, con gli occhi iniettati di sangue, fuori forma e con le gambe gonfie.

Se tra poco più di due decenni saremo brutti e fuori forma non sarà dunque per via del lavoro da casa, ma per la sedentarietà che caratterizza qualsiasi lavoro in cui si sta seduti davanti a un computer per la maggior parte del tempo.

Come possiamo evitare le conseguenze disastrose di un lavoro sedentario sul nostro aspetto e soprattutto sulla nostra salute?

Innanzitutto muovendoci di più: in assenza del tragitto casa-ufficio, che molti percorrevano a piedi o in bicicletta, ci si può concedere una passeggiata prima o dopo il lavoro, oppure mezzora di esercizio fisico, magari all’aperto.

Uscire consente di ossigenare i tessuti, fare il pieno di vitamina D durante le belle giornate e magari anche di incontrare qualcuno e fare due chiacchiere, colmando l’assenza di interazioni reali con i colleghi.

In secondo luogo, lavorando da casa possiamo concederci una breve pausa ogni 15-30 minuti per riposare gli occhi e rilassare collo, spalle e polsi.

Attenzione poi alla postazione di lavoro: occorre scegliere una seduta comoda e ovviamente evitare di lavorare dal divano o addirittura dal letto.

Infine è fondamentale bere molta acqua durante il giorno e curare l’alimentazione, mangiando cibi freschi durante la pausa pranzo anziché panini e cibi pronti o poco salutari che possono contribuire a far aumentare il peso corporeo, peggiorare l’umore e l’aspetto di pelle e capelli.

Lavorare da casa potrebbe dunque essere un’occasione per sfuggire all’imbruttimento dellavoro sedentario, perché offre la possibilità di avere più tempo libero e libertà per sgranchirsi le gambe, fare attività fisica, avere relazioni sociali, cucinare e prenderci cura di noi.

Fonte di riferimento: DirectlyApply

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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