Trump “si arrende” e annuncia pubblicamente che lascerà la Casa Bianca dopo le rivolte in Campidoglio

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E’ notizia degli ultimi minuti.  Donald Trump ha appena annunciato pubblicamente che lascerà l’incarico il 20 gennaio, promettendo un trasferimento ordinato dei poteri dopo che il Congresso ha ufficialmente sancito la vittoria del Collegio elettorale del presidente eletto Joe Biden.

Quest’ultimo è dunque il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il Congresso Usa ha appena certificato i 270 voti del colleggio elettorale, mettendo la parola fine a una vicenda che ha del grottesco e che nelle ultime ore ha tenuto accesi i riflettori del mondo sull’America.

“Anche se sono totalmente in disaccordo con l’esito delle elezioni, e i fatti me lo confermano, tuttavia ci sarà una transizione ordinata il 20 gennaio”, ha detto Trump nella dichiarazione. “Ho sempre detto che avremmo continuato la nostra lotta per garantire che venissero contati solo i voti legali. Anche se questo rappresenta la fine del più grande primo mandato nella storia presidenziale, è solo l’inizio della nostra lotta per ‘rendere l’America di nuovo grande”.

Un annuncio che però non è passato, come di consueto, dai social visto che l’account Twitter di Trump è stato bloccato per “incitamento alla violenza”.

Ieri centinia di sostenitori di Trump ieri si sono resi protagonisti di scene di inaudita violenza prendendo d’assalto il Campidoglio. Tanti i feriti e ci sono anche 4 vittime.

Sono scene di guerriglia quelle arrivate dagli Usa dove centinaia di sostenitori di Donald Trump hanno preso d’assalto il Campidoglio nel tentativo di ribaltare la sua sconfitta elettorale, attaccando la polizia nei corridoi e ritardando per ore la certificazione della vittoria del presidente democratico eletto Joe Biden.

Gli uomini hanno assediato la camera della Camera dei Rappresentanti mentre i legislatori erano all’interno costringendo la sospensione del dibattito sulla certificazione. Gli agenti di sicurezza hanno ammucchiato i mobili contro la porta della Camera ed hanno estratto le pistole prima di aiutare i legislatori a fuggire.

Nel più grave assalto al simbolo della democrazia americana in più di 200 anni, i rivoltosi si sono fatti strada oltre le barricate di sicurezza metalliche, hanno rotto finestre e muri  per farsi strada nel Campidoglio. Le vittime sono quattro, di cui una per ferite da arma da fuoco. Arrestate 52 persone.

Ore dopo, entrambe le camere del Congresso hanno ripreso il loro lavoro per certificare la vittoria del Collegio elettorale di Biden, con un dibattito che si è appena concluso e ha portato alla vittoria del Collegio elettorale di Biden. Il conteggio dei tre voti elettorali del Vermont ha messo Biden e il vicepresidente eletto Kamala Harris oltre la soglia dei 270 necessari per vincere la presidenza.

“A coloro che hanno causato il caos nel nostro Campidoglio oggi – non avete vinto”, ha detto il vicepresidente Mike Pence, che ha presieduto la sessione. “Torniamo al lavoro”, ha detto, traendo un applauso.

La polizia ha lottato per più di tre ore dopo l’invasione per liberare il Campidoglio dai sostenitori di Trump prima di dichiarare l’edificio sicuro. L’assalto al Campidoglio è stato il culmine di mesi di polemiche aizzate da Trump che, con una sconfityta bvruciante sulle spalle, ha ripetutamente accusato Vuden di aver truccato il voto.

E l’esplosione della violenza al Congresso è arrivata dopo che Trump si era rivolto ai sostenitori vicino alla Casa Bianca invitandoli a marciare sul Campidoglio per esprimere la loro rabbia per il processo di voto.

È stato l’attacco più pericoloso all’iconico edificio da quando l’esercito britannico l’ha incendiato nel 1814.

“Oggi è un promemoria, doloroso, di quanto la democrazia sia fragile. Per preservarla occorrono persone di buona volontà, leader con il coraggio di alzarsi in piedi, devoti non alla ricerca del potere e dell’interesse personale ad ogni costo, ma al bene comune” sono state le parole di Biden

Un giorno che non dimenticheremo.

Fonti di riferimento: CNN, Reuters, Reuters, CNN

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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