Non sei potuto partire in vacanza per il Covid? Hai diritto al rimborso?

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Ecco a cosa abbiamo diritto se abbiamo prenotato un viaggio e non possiamo più partire a causa di un tampone positivo al Covid-19

Sembrava che la pandemia fosse ormai alle spalle, ma il repentino aumento del numero dei positivi al Coronavirus dovuto alla diffusione della variante Omicron 5, particolarmente contagiosa, desta nuova preoccupazione.

Chi risulta positivo al virus deve osservare un periodo di isolamento e di quarantena, ma cosa succede se in quel periodo si era prenotato un viaggio?

Si ha diritto a un rimborso o i soldi spesi sono persi? Facciamo un po’ di chiarezza.

Nel caso in cui avessimo prenotato un viaggio aereo e siamo costretti a rinunciarvi per il Covid (come per qualunque altro problema di salute), abbiamo diritto al rimborso totale del biglietto: secondo la legge, il passeggero che non può viaggiare dovrebbe essere rimborsato in denaro, benché molte compagnie aeree optino per il solo rimborso tramite voucher.

In ogni caso, il denaro speso non viene perso, ma può essere utilizzato per comprare un nuovo biglietto aereo (anche per una destinazione diversa da quella precedentemente scelta). Se il voucher non viene utilizzato entro dodici mesi dall’emissione, si ha diritto al rimborso totale dell’importo entro 14 giorni dalla scadenza.

Discorso a parte riguarda la prenotazione di stanze in hotel, B&B o altre strutture: in questo caso bisogna leggere bene il contratto e le clausole per evitare spiacevoli sorprese. Iniziamo facendo una distinzione fra caparra e acconto: nel primo caso, l’albergatore ha diritto a trattenerla, anche se la motivazione dell’annullamento del nostro viaggio è legata al Covid-19.

I voucher

Tuttavia, salvo rare eccezioni, gli alberghi rilasciano voucher di importo pari a quello della caparra che possono essere utilizzati in un altro momento. Nel caso dell’acconto, il problema non si pone perché questo viene sempre rimborsato in denaro.

In entrambi i casi, sia che si tratti di caparra sia che si tratti di acconto, è fondamentale avvertire tempestivamente la struttura alberghiera della propria positività al Covid-19 e della conseguente impossibilità a partire ed è bene farlo in forma scritta con un’e-mail, allegando copia dell’esito del tampone e del certificato del proprio medico curante.

Secondo le direttive contenute nel decreto “Cura Italia” del 2020, tutti i viaggiatori che disdicono le prenotazioni di alloggi o mezzi di trasporto per positività al Coronavirus hanno diritto al rimborso per la disdetta, e si può chiedere espressamente di riceverlo in denaro. In alternativa, si può accettare l’eventuale proposta dell’ente fornitore di un voucher.

Tuttavia, come spesso accade, compagnie di trasporti e albergatori sono restii a restituire il denaro già ricevuto – soprattutto se abbiamo prenotato con formule low cost. il nostro consiglio, per stare più tranquilli e per non rischiare di doverci rimettere i soldi, è quello di scegliere tariffe rimborsabili o modificabili al momento della prenotazione: il costo è leggermente più alto, ma queste sono le formule che danno maggiori garanzie.

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Fonte: EuroConsumatori

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Sono una giornalista e una blogger. Collaboro con le testate GreenMe, Ambiente Magazine e The Wise Magazine e mi occupo di natura, sostenibilità, stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente. Sul mio blog “La strega che scrive” parlo di giornalismo, editoria e letteratura

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