Sulle orme di Sant’Antioco in Sardegna: il suggestivo “cammino” tra fenicotteri rosa e antichissimi nuraghi

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Cultura e spiritualità, natura e benessere si intrecciano nell'itinerario di Sant'Antioco: venti chilometri a piedi o in bici, da Iglesias all'isola, per riscoprire un turismo lento e sostenibile

A sinistra una distesa di fenicotteri rosa, a destra una laguna blu in cui le barchette sembrano in bilico a pelo d’acqua. Se siete alla ricerca di un’avventura pionieristica a passo lento in Sardegna, allora il neonato itinerario ‘Sulle orme di Sant’Antioco (patrono della Sardegna)’ potrebbe fare al caso vostro.

Noi di greenMe l’abbiamo percorso a piedi grazie a Terre di Mezzo che ci ha invitato alla prima edizione di “Noi camminiamo in Sardegna”, un evento promosso da Regione Sardegna, Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio in collaborazione oltre che con la casa editrice anche con la Conferenza Episcopale Sarda e Camera di Commercio di NU-CA-OR, che ha come obiettivo quello di inserire i cammini e le destinazioni di pellegrinaggio sardo nelle reti e nei percorsi religiosi nazionali e internazionali.

I nostri ritmi di vita sono sempre più frenetici, ecco perché riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo per riscoprire la lentezza e la bellezza del silenzio, diventa fondamentale per staccare con la routine e tornare ad avere a cuore anche la propria salute mentale. L’itinerario che parte da Iglesias, passa per Carbonia (Barbusi) e arriva fino a Sant’Antioco è un percorso semplice, in pianura, di bassa difficoltà, adatto quindi a tutti. Sono circa venti chilometri che noi di greenMe insieme agli altri camminatori, abbiamo percorso in due giorni.

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L’itinerario lega la parte devozionale a quella paesaggistica, due componenti strettamente interconnesse fra loro. Se da un lato, infatti, si ripercorrono le tappe dei pellegrini per l’adorazione del Santo e quelle in cui si dice siano avvenuti dei miracoli, dall’altro è innegabile che il Sulcis sia un museo a cielo aperto, come ci racconta Roberta Serrenti, presidente della Fondazione Destinazioni di pellegrinaggio in Sardegna: “Un cammino a impatto zero e sostenibile con grande attenzione per l’ambiente. Dalla scelta degli alloggi fino al cibo a Km zero che rispetta la terra e i lavoratori. Abbiamo cercato di unire le bellezze della nostra Sardegna con la nostra identità”.

‘Sulle orme di Sant’Antioco (patrono della Sardegna): le tappe

Si parte da Iglesias, punto della strada della reliquia, si prosegue fino a Barbusi, frazione di Carbonia dove i pellegrini si radunavano sotto un grande albero di ulivo secolare per fare festa prima di ripartire. Si prosegue poi verso Carbonia e da lì sempre a piedi o in bici verso Sant’Antioco attraversando anche il tracciato della strada ferrata che portava all’ex centrale a carbone di Santa Caterina e alle zone umide delle saline e degli stagni.

L’isola di Sant’Antioco ci accoglie con il suo porticciolo e le case colorate affacciate sull’arcipelago del Sulcis. La cittadina è infatti, collegata alla terraferma con un istmo artificiale costruito dai punici e perfezionato dai romani. In origine si chiamava Sulky, fondata dai fenici, poi conquistata dai cartaginesi, oggi ne rimangono tophet e la necropoli che occupa l’intero colle della basilica e su cui sorgono la necropoli romana e poi un cimitero di catacombe, unico in Sardegna. Da non perdere anche le testimonianze prenuragiche, come le domus de Janas di is Pruinis e i menhir di sa Mongia e su Para (tappa obbligata durante l’itinerario a piedi), e ruderi di una trentina di nuraghi, tra cui gli imponenti s’Ega de Marteddu, Corongiu Murvonis e Antiogu Diana. Straordinario è poi il complesso di Grutt’i acqua, formato da nuraghe polilobato, pozzo sacro, villaggio con opere idrauliche, cinta muraria, circoli megalitici e grotte per la raccolta dell’acqua.

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Consigli di viaggio

Se volete intraprendere questo itinerario che come abbiamo detto è percorribile sia a piedi che in bicicletta, ecco i nostri consigli di viaggio. Durante il percorso le zone d’ombre scarseggiano, vi consigliamo quindi uno zaino leggero, un cappellino e soprattutto la borraccia: non ci sono punti d’acqua, ma nei tratti in cui si cammina per il paese, nessuno vi negherà la possibilità di riempirla. Sono sufficienti scarpe leggere perché non ci sono tratti impervi (al massimo un po’ di fango se dovesse piovere), ma una buona suola perché si cammina anche sulla pista ciclabile.

@smartwalking

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Altri itinerari in Sardegna da non perdere:

Itinerario della Beata Suor Maria Gabriella
Costa orientale “Dorgali”- “Valle del Cedrino”
7/10 km; livello medio
cammino di riferimento: luogo di pellegrinaggio

Cristo Miracoloso
Zona Baronia “Galtellì” – “Monte Tuttavista”
17 Km, livello medio-alto
cammino di riferimento: Sentiero Italia, CAI, Sentiero religioso

Sulla Via della Porta Santa
Zona Gallura “Luogosanto”
23 o 14 km, livello medio
cammino di riferimento: Via dei Santuari, Del Carmelo, Santo Jacu, Sentiero Italia

Itinerario della Beata Antonia Mesina
Zona Barbagia “Orgosolo”-Supramonte
12 km, livello medio alto
cammino di riferimento: 100 Torri, luogo di pellegrinaggio

Il Cammino Cento Torri sull’Asinara
Zona Porto Torres “Nurra”-”Asinara”- “Stintino”
, 13 km, livello medio
cammino di riferimento: 100 Torri

La Via Francescana
Zona Gesturi- Genoni- Laconi “Marmilla-Sarcidano”-
, 27 o 20 km, livello medio
cammino di riferimento: zone di pellegrinaggio
Progetto pilota, FORMAT 2 gg cammino: Gesturi-Genoni-Laconi

Per maggiori informazioni:
Fondazione Destinazioni Sardegna
Sardegna Turismo
Welcome to Sant’Antioco

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.

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