E se lasciassimo WhatsApp? Con nuove linee guida sulla protezione dei dati, queste sono le migliori alternative

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In fuga da WhatsApp? Ecco quali sono app alternative, valide e sicure, per scambiare messaggi, file ed effettuare chiamate.

WhatsApp conta circa 1 miliardo e 600 milioni di utenti attivi in oltre 180 Paesi del mondo, ma da quando l’app di messaggistica istantanea è stata acquisita da Facebook nel 2014, sono tante le persone ad aver valutato l’idea di abbandonarla optando per alternative più sicure.

La paura più grande per molti utenti è legata alla raccolta di dati personali da parte del colosso di Mark Zuckerberg. Questi timori si sono riaccesi proprio in queste ultime settimane, a seguito degli aggiornamenti relativi ai termini d’uso e all’informativa sulla privacy di WhatsApp. Infatti, gli utenti che nei prossimi mesi non accetteranno gli aggiornamenti rischiano di perdere il loro account dopo un periodo di inattività. La decisione ha scatenato non poche polemiche tra gli attivisti della privacy e le autorità di alcuni Paesi come la Germania perché c’è ancora poca chiarezza sull’uso dei dati da parte della società acquistata da Facebook. Nell’incertezza, diversi utenti hanno deciso di approdare su altre piattaforme di messaggistica considerate altrettanto valide e più sicure. Scopriamo quali sono.

Le migliori alternative a WhastApp

Telegram

telegram

@prykhodov/123rf

Una validissima alternativa a WhatsApp è sicuramente Telegram, app che negli ultimi mesi sta godendo di maggiore popolarità. Si stima che nel 2022 arriverà ad primo miliardo di utenti, che al momento sono circa 400 milioni. Oltre ad offrire la possibilità di non condividere con gli altri il proprio numero telefonico, Telegram permette di creare gruppi con migliaia di utenti e condividere anche file molto pesanti. Inoltre, Telegram usa utilizza in modo automatico la crittografia end-to-end sulle chiamate vocali in modo che nessuno possa ascoltare le conversazioni e offre la possibilità di attivare la cancellazione automatica di un messaggio dopo un periodo di tempo. L’app può essere utilizzata su più dispositivi contemporaneamente, anche tramite il browser. Telegram archivia chat e i dati vengono salvati direttamente su un server cloud. Forse l’unico svantaggio di Telegram è che la crittografia end-to-end può essere attivata soltanto per le cosiddette chat segrete. 

Signal

signal

@Signal

Signal rappresenta un’altra interessante app di messaggistica istantanea gratuita da usare al posto di WhatsApp, soprattutto per il sistema dottato per proteggere la privacy degli utenti. L’app, sostenuta da una fondazione no-profit, utilizza una speciale crittografia che consente di inviare messaggi che possono essere letti soltanto da chi li invia e chi li riceve e di effettuare chiamate che non possono essere intercettate. Anche su Signal si possono creare chat con più persone e videochiamate, tranne quelle di gruppo che sono ancora in una fase di beta test. Nel complesso, in termini di sicurezza e affidabilità, Signal si rivela l’app migliore. 

Threema

threema

@deadburnett/123rf

Anche Threema, software di messaggistica istantanea lanciato nel 2012, prende molto sul serio la questione della privacy dei suoi utenti. L’app garantisce la crittografia end-to-end per ogni tipo di messaggio e chiamata. Inoltre, su Threema è possibile eliminare i messaggi automaticamente dopo l’invio e proteggere con una password le chat. Un altro vantaggio è dato dal fatto che per usarla non è necessario rendere visibile il proprio numero di telefono. Sulle chat di gruppo di Threema si possono creare dei sondaggi da sottoporre agli altri membri partecipanti, ad esempio amici o colleghi. L’unico punto a sfavore di Threema, e che forse la rende meno attraente per tanti, è che non si tratta di un’app gratuita. Il suo costo è di 3,99 euro.

Fonte: Threema/Telegram/Signal

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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