Giornata mondiale dell’Aids: a causa del Covid-19 le diagnosi sono diminuite del 24% #WorldAIDSDay

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Si celebra oggi, 1 dicembre, la Giornata mondiale dell’Aids #WorldAIDSDay, un’opportunità per unirsi nella lotta contro l’HIV

Non conservare così l'avocado: è pericoloso

Si celebra oggi, come il 1 dicembre di ogni anno, la Giornata mondiale dell’Aids #WorldAIDSDay, un’opportunità per le persone di tutto il mondo di unirsi nella lotta contro l’HIV e comprendere meglio l’AIDS.

AIDS (Acquired immune deficiency sindrome) sta infatti per “Sindrome da immunodeficienza acquisita”: nelle persone malate di Aids le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human immunodeficiency virus) e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni e malattie – più o meno gravi – causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche). Un vero e proprio dramma, se si considera che in questo momento storico, la pandemia da nuovo coronavirus ha generato nuovi importanti allarmi.

Leggi anche: Giornata Mondiale dell’Aids: 10 cose che (forse) non sai #WorldAIDSDay

Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’OMS e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), c’è stato un disastroso calo del 24% del tasso di nuovi casi di HIV diagnosticati tra il 2019 e il 2020. Questo calo è in gran parte a causa della riduzione dei test HIV nel 2020 causata dalle restrizioni anti Covid-19 e dalle interruzioni del servizio.

Con l’attenzione del mondo concentrata sulla pandemia di COVID-19, non possiamo dimenticare un altro virus mortale che ha devastato vite e comunità per quasi 40 anni. Da quando l’HIV è stato identificato per la prima volta nel 1984, ha causato più di 35 milioni di vittime, rendendola una delle pandemie più distruttive della storia, dice il direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge.

Di fatto, l’infezione da HIV continua a influenzare la salute e il benessere di milioni di persone soltanto nella regione europea. Nel corso degli ultimi tre decenni, oltre 2,2 milioni di persone sono state diagnosticate e segnalate con l’HIV nella regione europea osservata dall’OMS. Nel 2020, 104.765 persone hanno ricevuto una nuova diagnosi di HIV. La stragrande maggioranza delle persone di nuova diagnosi (81%) è stata diagnosticata in Oriente, il 15% in Occidente e il 4% nel Centro. Le infezioni di nuova diagnosi nella Federazione Russa hanno contribuito al 57% di tutti i casi nella regione europea dell’OMS. La quota dei casi segnalati dall’Ucraina è stata del 15% nella Regione.

Tra il 2011 e il 2019, il tasso di infezioni da HIV di nuova diagnosi nella regione europea dell’OMS è aumentato del 5%, principalmente guidato da una tendenza al rialzo in molti Paesi dell’Est. Tuttavia, negli ultimi tre anni si è osservata una stabilizzazione complessiva dell’epidemia nell’est europeo. Nel 2020, 104765 persone hanno ricevuto una nuova diagnosi di HIV, corrispondente a un tasso di 15,6 per 100mila abitanti. Ciò rappresenta un calo del 24% del tasso tra il 2019 e il 2020. Tuttavia, il calo è dovuto, in parte, alla diminuzione del rilevamento dei casi a seguito delle misure sanitarie e sociali introdotte dai paesi in risposta alla pandemia di COVID-19. Per questo motivo, sebbene nel rapporto continuiamo a confrontare i dati del 2020 con quelli degli anni precedenti, le tendenze dovrebbero essere interpretate con cautela.

aids

@WHO

QUI trovate il rapporto completo dell’OMS. 

E in Italia?

  • secondo il l Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020, sono state effettuate 1.303 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 2,2 nuovi casi per 100mila residenti. L’incidenza (casi/popolazione) osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (3,3 nuovi casi per 100mila)
  • l’incidenza delle nuove diagnosi Hiv è in diminuzione dal 2012, con una riduzione più evidente dal 2018 e particolarmente accentuata nell’ultimo anno. Nel 2020, l’incidenza più elevata di nuove diagnosi Hiv si riscontra nella fascia di età 25-29 anni
  • dal 2018 si osserva una evidente diminuzione dei casi per tutte le modalità di trasmissione. La modalità di trasmissione più frequente è attribuita a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) ed è superiore a quella attribuibile a rapporti eterosessuali (maschi e femmine). Tra i maschi, più della metà delle nuove diagnosi Hiv è in MSM. Dal 2016 si osserva una diminuzione del numero di nuove diagnosi Hiv in stranieri.

Nel 2020 più di un terzo delle persone con nuova diagnosi HIV scopre di essere Hiv-positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate all’Hiv.

Nuovi casi di Aids

  • sono 352 i nuovi casi di Aids, pari a un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100mila residenti
  • l’80% dei casi di Aids segnalati nel 2020 era costituito da persone che hanno scoperto di essere Hiv-positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di Aids
  • rimane stabile il numero di decessi in persone con Aids

Seguici su Telegram | Instagram | Facebook | TikTok | Youtube

Fonti: WHO / Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

Iscriviti alla newsletter settimanale

Riceverai via mail le notizie su sostenibilità, alimentazione e benessere naturale, green living e turismo sostenibile dalla testata online più letta in Italia su questi temi.

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook