Il 99% dell’umanità respira aria malsana e inquinata, i nuovi dati allarmanti per la Giornata della (non) Salute

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I dati diffusi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono allarmanti: nessuno è esente dall'inquinamento dell'aria, ma come sempre il problema colpisce in modo più pesante le regioni povere del mondo

In occasione della Giornata Mondiale della Salute, che ricorre domani 7 aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia un preoccupante allarme: quasi l’intera popolazione mondiale (il 99% dell’umanità) respira aria con livelli di agenti inquinanti oltre i limiti consentiti – con conseguenze gravi per la propria salute.

Si pensi che l’inquinamento dell’aria ogni anno provoca morti premature e l’insorgenza di patologie respiratorie e cardiocircolatorie anche gravi – come ictus, asma, tumori ai polmoni, infarti. A subire le conseguenze più pesanti dell’inquinamento, come sempre accade, sono le persone a reddito medio/basso che vivono nei Paesi in via di sviluppo.

(Leggi anche: L’Italia al 67° posto fra i Paesi con l’aria più inquinata, sopra a Brasile e Stati Uniti)

Gli esperti dell’OMS, oltre a tenere sotto controllo i livelli di particolato con diametri uguali o inferiori a 10 μm (PM10) o 2,5 μm (PM2,5), hanno effettuato anche misurazioni al suolo delle concentrazioni di biossido di azoto (NO2), una sostanza inquinante comunemente presente nello smog delle nostre città. Sia il particolato che il biossido di azoto sono prodotti da attività umane legate alla combustione e alla produzione di energia da fonti fossili, come petrolio o carbone.

Il particolato fine (PM2,5) è considerato altamente pericoloso per la nostra salute: le piccolissime particelle che lo compongono, infatti, sono in grado di penetrare in profondità nei polmoni e di entrare nel flusso sanguigno – con conseguenze pesanti per la salute del nostro apparato cardiocircolatorio (che si traducono spesso in ictus, infarto, morte prematura); inoltre, non mancano studi che dimostrano come il particolato abbia impatto su altri organi e causi anche altre malattie.

Il biossido di azoto, invece, è associato all’insorgenza di patologie respiratorie come l’asma (comprendente sintomi quali tosse, respiro sibilante o difficoltà respiratorie): forme gravi di queste patologie possono portare anche a ricoveri ospedalieri e, in ultima istanza, alla morte prematura.

Le attuali preoccupazioni energetiche sottolineano l’importanza di accelerare la transizione verso sistemi energetici più puliti e sani – afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. – I prezzi elevati dei combustibili fossili, la sicurezza energetica e l’urgenza di affrontare le due sfide relative alla nostra salute e alla crisi climatica sottolineano la pressante necessità di muoversi più velocemente verso un mondo sempre meno dipendente dai combustibili fossili.

Come abbiamo detto, la qualità dell’aria è (anche) una questione economica. Se consideriamo le città monitorate dall’OMS e situate in Paesi ad alto reddito, il 17% di queste presenta una buona qualità dell’aria; la percentuale delle città “salubri” scende invece sotto l’1% nei Paesi in via di sviluppo (a reddito medio o basso).

A livello globale, i Paesi che hanno un reddito basso sperimentano ancora una maggiore esposizione a livelli malsani di PM rispetto alla media globale, mentre i livelli di NO2 nell’aria sono diversi e mostrano un divario meno ampio tra i Paesi ad alto e basso reddito – con circa il 77% delle città analizzate nel mondo che presentano livelli di biossido di azoto superiori alle raccomandazioni dell’OMS.

L’inquinamento dell’aria provoca ogni anno circa sette milioni di morti premature in tutto il mondo – ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo scorso anno, ha aggiornato al ribasso le proprie linee guida sulla qualità dell’aria, rendendole più rigorose soprattutto per quanto riguarda particolato e biossido di azoto.  

Dopo essere sopravvissuti a una pandemia, è inaccettabile avere ancora 7 milioni di decessi prevenibili e innumerevoli anni di buona salute perduti evitabili a causa dell’inquinamento atmosferico – denuncia Maria Neira, dell’OMS. – Questo è ciò che stiamo dicendo quando osserviamo la montagna di dati, prove e soluzioni disponibili sull’inquinamento atmosferico. Eppure troppi finanziamenti vengono ancora destinati ad un ambiente inquinato piuttosto che ad un’aria pulita e sana.

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Fonti: World Heath Organisation / Legambiente

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.

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