Acqua contaminata, focolaio di legionellosi in Lombardia: i sintomi a cui fare attenzione

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Nuovo focolaio di Legionellosi in Lombardia: che cos'è quest'infezione, come si manifesta e si trasmette e le strategie per prevenire la proliferazione del pericoloso batterio

Torna la paura in Lombardia per la legionellosi. In questi giorni è salito al 12 il numero dei contagiati, quasi tutti circoscritti nella Val Seriana, in provincia di Bergamo. Al momento non è ancora chiaro come sia scoppiato il focolaio: sono in corso gli accertamenti da parte dell’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) Bergamo per fare chiarezza sull’origine.

Un evento analogo si è verificato sempre in Lombardia nell’estate del 2020, quando si sono registrati 16 casi; all’epoca la polmonite provocata dal batterio è costata la vita a un uomo di 78.

Per ora le persone – quasi tutte in età avanzata – che hanno contratto l’infezione si trovano ricoverate nell’ospedale di Piario, mentre un paziente è in terapia intensiva al Bolognini di Seriate. Ma cosa può aver provocato il focolaio? Quali sono i sintomi della legionellosi e come si trasmette? Facciamo chiarezza.

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Cos’è la legionellosi

La malattia del Legionario, nota anche come legionellosi, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila. Questo nome gli è stato attribuito nel 1976, a seguito della diffusuone  di un’epidemia tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quell’occasione, ben 221 persone contrassero questa forma di polmonite precedentemente non conosciuta, e 34 morirono a segiuito dell’infezione. In quel caso la fonte di contaminazione batterica fu identificata nel sistema di aria condizionata dell’hotel.

Si tratta di una malattia tipicamente estiva, visto che l’aumento delle temperature e la maggiore umidità favoriscono la proliferazione patogena del batterio e la contaminazione nell’acqua. Proprio l’estate, infatti, è la stagione in cui si frequentano di più le piscine e le strutture turistiche e gli ambienti maggiormente a rischio. Gli ambienti ideali per la proliferazione del batterio sono appunto quelli caldi e umidi, dove la temperatura oscilla tra i 25°C e i 55°C.

Legionellosi: come si manifesta

Ma come si manifesta un’infezione da legionella? I sintomi della legionellosi sono innanzitutto di tipo respiratorio ma non solo. Tra questi troviamo:

  • tosse secca o grassa
  • difficoltà a respirare
  • dolore al torace
  • febbre alta
  • brividi

In gran parte dei casi la malattia del Legionario, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva e non sempre la diagnosi viene fatta in maniera tempestiva. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi. Talvolta possono essere presenti anche sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci e persino alterazioni dello stato mentale.

Se non curata in tempo, può portare ad alcune complicanze, fra cui l’ascesso polmonare, l’insufficienza respiratoria, lo shock, la coagulazione intravasale disseminata, la porpora trombocitopenica e l’insufficienza renale.

Non sempre, per fortuna, la legionella si manifesta con sintomi importanti. Può presentarsi anche in forma più lieve, con la cosidetta febbre di Pontiac. In questo caso dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si va incontro ad una sorta di influenza che si risolve in 2-5 giorni, ma lascia strascichi come senso di malessere, cefalea e mialgie, talvolta accompagnati  da tosse, gola arrossata, nausea e diarrea.

Per quanto riguarda il tasso di mortalità correlata all’infezione da Legionella, questo dipende da alcuni fattori specifici come la gravità della malattia, l’adeguatezza della terapia e le condizioni pregresse del paziente e può variare dal 40-80% nei soggetti immunodepressi non trattati, al 5-30% in caso di un appropriato trattamento della patologia. Complessivamente la letalità della legionellosi si aggira tra il 5% e il 10%.

Ma come si diagnostica l’infenzione? Con l’anamnesi e una radiografia del torace si fa prima una diagnosi di polmonite: successivamente seguono accertamenti  – come la ricerca dell’antigene nelle urine e degli anticorpi nel sangue e la coltura dell’espettorato – per individuare la presenza del batterio.

Come si trasmette il batterio e prevenzione

La trasmissione della Legionella avviene con l’inalazione di piccole particelle di acqua contaminata. Una volta entrato nel corpo attraverso le vie aeree, il microrganismo può penetrare e proliferare nei polmoni, causando appunto la malattia del Legionario. La malattia, però, non si trasmette da persona a persona né bevendo acqua.

I soggetti anziani, i fumatori e le persone con un sistema immunitario debole sono particolarmente a rischio di contrarre l’infezione.

Gli ambienti più pericolosi sono le piscine, le docce dei centri sportivi, le fontane, le vasche idromassaggio ma anche i condizionatori e umidificatori. Per evitare la proliferazione di questo batterio è fondamentale pulire adeguatamente i filtri dei climatizzatori ed altri eventuali impianti e provvedere alla pulizia e alla disinfezione periodica dei sistemi idrici.

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Fonte: ISS 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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