Se usi queste 9 frasi ogni giorno hai un’intelligenza emotiva superiore rispetto alla maggior parte delle persone

Vivere una vita più consapevole (e felice) è possibile, adottando piccoli cambiamenti nelle nostre relazioni con gli altri: ecco come fare

Il nostro modo di relazionarci agli altri, con le parole e con i gesti, influenza profondamente la qualità della nostra vita: essere in grado di percepire, comprendere e gestire le emozioni proprie e quelle degli altri è la chiave per un’esistenza più serena e consapevole.

Senza queste capacità, che la psicologia moderna riunisce sotto l’etichetta di “intelligenza emotiva”, saremmo in balia delle nostre emozioni, non riusciremmo a essere concentrati sui nostri obiettivi, ci lasceremmo trasportare dal momento.

Ma come allenare questa intelligenza emotiva? Come riuscire a gestire meglio il rapporto con noi stessi e con chi circonda? In questo articolo proponiamo 10 frasi, che corrispondono ad altrettanti atteggiamenti da avere nei confronti degli altri, che possono aiutarci ad avere un rapporto più consapevole con le altre persone.

Grazie

Sembra una parola scontata, perché sin da piccoli i nostri genitori ci insegnano a dire “grazie” come forma di convenzione sociale, ma cosa vuol dire davvero questa parola? Quante volte proviamo davvero gratitudine verso un gesto compiuto nei nostri riguardi e esprimiamo questa emozione con sincerità?

Non si tratta di un atto di mera cortesia, ma di un modo per avvicinarci all’altro che si è messo in una disposizione positiva nei nostri confronti, che può portare a una relazione più sana e sincera.

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Mi dispiace

Come per le formule di ringraziamento, anche il mostrarsi dispiaciuti per una notizia appresa o una situazione è troppo spesso una convenzione sociale priva di sentimento e di reale empatia.

Ogni volta che diciamo “mi dispiace”, cerchiamo di metterci davvero nei panni dell’altra persona: immaginiamo di essere nella sua difficoltà, di dover affrontare il suo problema, chiediamoci cosa proveremmo noi se fossimo al suo posto.

Questo cambio di prospettiva non solo renderà più genuine e sincere le nostre parole, ma ci permetterà anche di offrire un aiuto concreto a chi è in difficoltà.

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Come ti senti?

Anche in questo caso parliamo di una espressione divenuta convenzione, che ha perso il suo significato originario e che appare quasi come una formula di saluto.

Chiedere “Come stai?” o “Come ti senti?” e poi non preoccuparsi della risposta, che potrebbe tradire anche l’esistenza di un problema o di una preoccupazione per il nostro interlocutore, è del tutto inutile.

Al contrario, cerchiamo di prestare davvero attenzione alla risposta che riceviamo, e mettiamoci nei panni dell’altro mostrando una sincera empatia.

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Mi sento così per…

Spesso temiamo di esprimere a voce i nostri sentimenti e le nostre emozioni, per paura che gli altri non possano comprenderle o che addirittura possano trovare in essi materiale per deriderci.

Ma dire cosa stiamo provando, i motivi per cui siamo preoccupati o confusi, condividere le nostre emozioni con chi ci è accanto, andrebbe fatto sempre senza timore.

Questa pratica porta a due vantaggi: da una parte il nostro animo sarà alleggerito da un peso, che non dovremo portare più da soli; dall’altra potremo trovare nella persona che ci è accanto un aiuto che non avevamo previsto.

Potresti spiegarti meglio?

Quante volte pensiamo di aver ragione e non siamo disposti ad ascoltare ciò che hanno da dirci gli altri? Questo atteggiamento di chiusura e di impermeabilità al mondo ci porta a essere limitati, e al contempo a sperimentare sentimenti di rabbia, fastidio e frustrazione nei confronti degli altri.

Al contrario, riuscire a instaurare un dialogo sereno e costruttivo con il nostro interlocutore, ascoltare le sue ragioni e chiedergli di spiegarsi meglio è la chiave per riuscire a gestire meglio le nostre relazioni.

Ti ascolto

Se notiamo che il nostro interlocutore è arrabbiato, stressato o preoccupato per qualcosa, anziché “chiudergli la porta in faccia”, proviamo a fare un passo nella sua direzione: magari ha solo bisogno di sfogarsi e di qualcuno che lo ascolti per stare meglio.

Ma attenzione: il nostro atteggiamento di ascolto non deve essere giudicante. Dobbiamo prestare il nostro orecchio e aprire il nostro cuore senza avere preconcetti nei confronti dell’altro e senza emettere “sentenze” che possono finire coll’inibirlo.

Frasi come “Capisco cosa intendi” e “Capisco dove vuoi arrivare” segnalano che stiamo veramente ascoltando e aprono le linee di comunicazione positiva: alla fine sia noi che il nostro interlocutore usciremo davvero arricchiti dalla conversazione.

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Capisco quello che stai dicendo, ma…

Con questa piccola espressione possiamo mitigare i toni di una conversazione che sta per prendere una piega bellicosa e riportarla in un territorio pacifico e costruttivo.

Al posto di dire frasi come “Stai sbagliando” oppure “Ho ragione io”, che manifestano una chiusura all’ascolto e al dialogo da parte nostra, cercare di capire le ragioni dell’altro potrebbe essere un ottimo modo per arricchirci e ampliare le nostre vedute in merito a un certo problema.

Se proprio vogliamo rimarcare la nostra opinione, possiamo comunque farlo senza essere maleducati o arroganti nei confronti del nostro interlocutore.

Ottimo lavoro!

Mostrare un sincero apprezzamento per lo svolgimento di un compito è un balsamo per chi ha compiuto quell’azione, poiché significa che abbiamo compreso lo sforzo che c’è dietro quel gesto – anche se non è perfetto.

Al posto di concentrarci sui difetti del risultato finale, criticando il nostro interlocutore per ciò che non ha saputo fare e dimostrando come noi avremmo potuto farlo meglio, ringraziamolo e apprezziamo ciò che ha fatto.

Questo sarà per lui un incentivo a ripetere quell’azione e a migliorarla nel tempo, ma migliorerà anche il nostro rapporto con quella persona.

Puoi aiutarmi?

Molte persone si vergognano a chiedere aiuto agli altri, ritenendolo una forma di debolezza. Al contrario, chiedere aiuto rappresenta un vantaggio per noi e per chi ci sta accanto.

Da una parte, noi otterremo un sostegno (materiale o psicologico) per lo svolgimento di un compito o per la risoluzione di un problema. Dall’altra, il nostro interlocutore si sentirà utile e apprezzato, e la sua autostima migliorerà.

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