Per promuovere una dieta vegetariana, basterebbe modificare i menu dei ristoranti. Lo studio

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Per spingere i consumatori verso scelte alimentari più sostenibili potrebbe essere sufficiente offrire più alternative vegetariane fuori casa

Ogni persona vegetariana o vegana ha probabilmente provato, almeno una volta, a confrontarsi con una persona onnivora nel tentativo di spiegare le ragioni dietro la propria scelta.

Chi lo ha fatto avrà notato che discutere sui benefici di un’alimentazione ricca di verdura, sui possibili rischi per la salute legati al consumo di prodotti animali o dei danni ambientali associati all’allevamento intensivo non è una strategia particolarmente utile a promuovere una dieta vegetariana.

Esiste però un modo che potrebbe aiutare a ridurre il consumo di carne e derivati, diminuendo il nostro impatto negativo sul Pianeta e migliorando la salute generale della popolazione.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Westminster ha infatti scoperto che se ristoranti, bar e fast food proponessero più alternative vegetariane, i clienti sarebbero molto più propensi a sperimentarle.

I ricercatori hanno condotto un esperimento su 468 persone, proponendo loro tre diversi menu con differenti percentuali di piatti vegetariani. In uno dei menu le scelte veg erano il 75%, mentre negli altri due le proposte vegetariane scendevano al 50 e al 25%.

Menu veg ristoranti

©Journal of Environmental Psychology

Lo scopo dello studio era quello di verificare se le proposte sul menu potessero fare la differenza e, in effetti, una differenza è stata riscontrata. Gli onnivori erano infatti più propensi a ordinare pasti vegetariani quando gli veniva presentato un menu con il 75% di piatti veg.

Lo studio presenta alcune carenze poiché condotto su pochi partecipanti ma secondo i ricercatori, se ristoranti e bar offrissero maggiori alternative vegetariane si potrebbero spingere i consumatori verso scelte più sostenibili.

Questa ricerca mostra il potenziale che ha il settore della ristorazione nel creare cambiamenti su larga scala per incoraggiare gli onnivori a modificare le loro preferenze. I risultati forniscono istruzioni sulla percentuale di proposte alimentari in grado di incoraggiare comportamenti alimentari sostenibili. Se l’industria della ristorazione vuole ridurre la propria impronta di carbonio, deve agire fornendo molti più articoli a base vegetale di quelli attualmente offerti – ha commentato la Dott.ssa Beth Parkin, autrice principale dello studio.

L’industria della carne e quella dei prodotti lattiero-caseari rappresentano quasi il 60% delle emissioni che derivano dalla produzione di alimenti e il 15-20% circa delle emissioni totali di gas serra.

Leggi anche: Con una dieta vegetariana o vegana si dimezzano le emissioni di CO2

Agire sulle scelte alimentari è il primo passo da fare per ridurre le emissioni e contribuire a salvaguardare la salute del Pianeta. La responsabilità è di ognuno di noi e tutti possono fare la propria parte, inclusi i titolari di ristoranti, bar e fast food che, inserendo più proposte vegetariane, non solo potrebbero attirare un maggior numero di clienti attenti all’alimentazione ma anche aiutare a contrastare i cambiamenti climatici.

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Fonte di riferimento: Journal of Environmental Psychology

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".

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