Tutti i segreti delle mele in un database che raccoglie i dati di oltre 100 varietà

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Un team dell'Ohio State University ha messo a punto un database che raccoglie i dati di 124 varietà di mele utili a selezione e coltivazione

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Un team di scienziati dell’Ohio State University ha sviluppato un ampio database che contiene informazioni relative ad oltre 100 varietà di mele. Una piattaforma di analisi dei dati che potrebbe rivelarsi molto utile per migliorare il processo di selezione, potenziando i benefici di questo frutto e facilitandone la coltivazione.

Il nuovo database combina la genetica alla base di tratti specifici dei frutti, ad informazioni su centinaia di composti chimici, ovvero quelle sostanze che vanno dagli zuccheri agli acidi ai vari antiossidanti e che contribuiscono a rendere le mele un alimento particolarmente salutare.

Tutto questo, sul lato pratico, potrebbe rivelarsi particolarmente utile. La piattaforma, infatti, è in grado di dare informazioni che consentono di migliorare la coltivazione di questo frutto e il processo di selezione, così da aumentare i benefici per la salute delle mele.

Lo studio, pubblicato sulla rivista New Phytologist, ha analizzato 124 diverse tipologie di mele tra cui varietà comuni come Honeycrisp, Gala, Fuji e Golden Delicious, nonché mele selvatiche e potenziali varietà valutate dai coltivatori del Midwest (Usa).

L’analisi dell’intero genoma di ciascuna mela ha consentito l’identificazione di marcatori genetici associati ai metaboliti che influenzano tratti come sapore, resistenza alle malattie e consistenza. I ricercatori hanno utilizzato la spettrometria di massa ad alta risoluzione e la risonanza magnetica nucleare per rilevare le sostanze fitochimiche presenti nelle mele.

Il team ha poi integrato tutti i dati per determinare le relazioni genotipo-metabolita che potrebbero guidare il processo decisionale sulla coltivazione delle mele e aiutare gli studi sui legami tra composti chimici specifici e benefici per la salute. 

In pratica, come ha dichiarato l’autrice dello studio Jessica Cooperstone, i dati sui fitochimici possono fornire preziose indicazioni ai ricercatori e far capire quali composti offrono le migliori possibilità di sviluppare una mela più nutriente:

È un approccio che ci permette di capire meglio come la genetica della mela influenzi la produzione di molti composti nel frutto. Volevamo aiutare a sviluppare strumenti che rendessero questo processo più semplice e consentissero alle persone di utilizzare i dati per prendere decisioni sul processo di selezione delle mele.

Inoltre ha aggiunto:

Abbiamo cercato relazioni forti in punti del genoma che non sono ben studiati nella mela e cercato quali composti potevamo identificare e che avevano un valore nutritivo. Potremmo passare da dati non mirati fino alla ricerca di geni candidati responsabili della produzione di composti, che i ricercatori possono quindi convalidare. L’obiettivo è farlo in modo olistico in modo da non migliorare la nutrizione sacrificando la resa, la resistenza alle malattie e il sapore: stai considerando tutti questi componenti per avere una mela buona e produttiva, li metti insieme e cerchi di migliorarli a livello globale.

Il database, dunque, potrebbe essere utile ad un doppio scopo: da una parte a selezionare specie più resistenti e adattabili anche alle condizioni che stanno variando a causa dei cambiamenti climatici, dall’altra a favorire la coltivazione di varietà di mele più nutrienti. 

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Foto: Ohio State News / New Phytlogist

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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