Cos’è questa storia del colorante a base di insetti (che mangiamo senza saperlo e si trova ovunque)

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Non si parla d'altro che della possibilità che, anche in Italia, a breve si potranno mangiare alimenti a base di insetti. Ma sapete che, in realtà, insetti in commercio già ci sono? Parliamo del colorante alimentare E120 che si ottiene dalla cocciniglia (appunto un insetto)

In questi giorni si parla spesso di insetti, non perché stiano infestando qualche area del mondo ma perché presto potremmo trovarli nei nostri piatti, anche in Italia. Recentemente, infatti, l’Europa ha dato il via libera al consumo di farina di grillo (ma già erano stati approvati vermi della farina e le locuste). Leggi anche:  Sempre più insetti nel piatto: l’Ue ha approvato il consumo di farina di grillo, ecco in che alimenti si troverà

C’è da sconvolgersi? Non troppo se pensiamo che, in realtà, noi già mangiamo insetti da anni e spesso non ne siamo consapevoli. Solo chi legge con attenzione le etichette sa ad esempio che dietro all’additivo E120, presente in alcune bevande o cibi, si nasconde la cocciniglia, ovvero proprio un insetto.

Noi di greenMe ne parliamo da tempi non sospetti, era il 2016 quando vi proponevamo un confronto tra succhi di frutta di arancia rossa, sottolineando proprio la presenza di cocciniglia in diversi prodotti. Leggi anche: Succhi di frutta arancia rossa a confronto: quali e come scegliere?

All’epoca solo i vegani e vegetariani si interessavano alla cosa (non volendo introdurre animali nella propria dieta) ma ora improvvisamente sembra che la priorità del nostro Paese sia non mangiare insetti e dunque ecco riaccendersi l’interesse su un argomento che è in realtà trito e ritrito e che noi davamo un po’ per scontato.

Sembra invece importante ritornarci un attimo su per riflettere meglio su cosa mangiamo, spesso inconsapevolmente.

Cos’è la cocciniglia

Il più delle volte pensiamo alla cocciglia solo in quanto insetto infestante delle piante, particolarmente ostinato e difficile da eliminare. Dimentichiamo invece che si tratta anche di un additivo alimentare o meglio un colorante usato dall’industria alimentare per rendere di un bel rosso brillante cibi e bevande.

Tale colorante si ricava da un insetto appartenente alla famiglia della coccoidea, in particolare dalle femmine della specie Dactylopius, Dactylopius coccus e Kermes vermilio, dotate di una sostanza dal colore rosso (detto anche Carminio), che raggiunge la massima concentrazione in quelle gravide.

Gli insetti vengono allevati sulle pale dei fichi d’india e le femmine vengono raccolte (staccandole con delle lamine metalliche) poco prima della deposizione delle uova, ed essiccate per poi estrarne il colorante che può essere usato in tintoria, nell’industria dolciaria, per la colorazione di liquori o bibite rosse ma anche in prodotti cosmetici come i rossetti.

Leggi anche: Rosso carminio: sai cosa si nasconde davvero dietro il colorante presente nel tuo rossetto preferito?

La cocciniglia si può trovare indicata in etichetta anche con la sigla di E120 o sotto il nome di carminio o acido carminico.

Pensate che per ottenere un po’ di colorante è necessario fare una vera e propria strage di cocciniglia (per 1 kg di colorante occorrono infatti circa 100mila insetti).

Tra l’altro c’è uno studio che ha evidenziato anche una potenziale pericolosità di questa sostanza (anche se non utilizzata sporadicamente per via alimentare). Questo ha mostrato come nelle fabbriche dove si produce il colorante cocciniglia, si siano verificati diversi casi di asma.

In realtà altri studi hanno segnlato anche casi di allergie e asma provocati da ingestione del colorante E120.

Attualmente in commercio si trova anche l’E122, lo stesso colore ottenuto però in maniera sintetica, dunque senza sfruttare insetti. Effettivamente in alcuni casi questo sembra aver sostituito l’E120.

In quali alimenti e bevande può trovarsi la cocciniglia (E120)

In tutti i cibi e le bevande rosse può trovarsi, almeno potenzialmente, la cocciniglia che in etichetta può essere indicata anche in altro modo (E120, carminio o acido carminico).

In particolare possiamo citare:

  • succhi di frutta
  • bevande analcoliche
  • yogurt alla fragola o per bambini
  • caramelle

Questo non vuol dire che tutti i cibi o le bevande rosse contengono cocciniglia ma che, se volete davvero evitare di mangiare insetti, dovete sempre leggere l’etichetta di ciò che acquistate.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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