Cosa ha a che fare l’abbattimento di milioni di visoni con i risultati delle elezioni anticipate in Danimarca

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Ricordate la strage di milioni di visoni avvenuta nel 2020 in Danimarca? L'enorme scandalo ha travolto la premier socialdemocratica Mette Frederiksen, spingendaola a rassegnare le dimissioni e a indire nuove elezioni nel Paese

Le elezioni politiche anticipate, che si sono appena tenute in Danimarca, hanno sancito la vittoria della coalizione guidata dal Partito Socialdemocratico della prima ministra Mette Frederiksen. Nel Paese la sinistra si è aggiudicata ben 90 seggi del Parlamento su 179: un risultato sttorico “La socialdemocrazia ha avuto la sua migliore elezione in oltre 20 anni” ha annunciato la premier. Ma il trionfo del Partito Socialdemocratico – che ha ottenuto il 27,5 delle preferenze espresse – non era affatto scontato, anzi.

Sul voto, infatti, pesava l’ombra del cosiddetto Minkgate, lo scandalo – risalente al 2020 – dell’abbattimento di milioni di visoni presenti negli allevamenti di pellicce per arginare la diffusione di Covid-19 nel Paese e la mutazione del virus. Ad adottare questo provvedimento estremo e crudele era stata proprio la premier Frederiksen e la sua decisione era finita al centro di una bufera mediatica e politica. Travolta dallo scandalo e a seguito delle pressioni da parte della destra e della sinistra radicale, all’inizio di ottobre leader socialdemocratica aveva annunciato le sue dimissioni e le elezioni parlamentari anticipate.

Alla fine, però, il blocco di Frederiksen ce l’ha fatta. Al contrario di quanto sostenuto dai sondaggi, la coalizione di sinistra ha vinto, riuscendo ad ottenere la maggioranza per un solo voto. La premier danese ha già annunciato di voler trattare col leader del partito centrista dei Moderati Lars Løkke Rasmussen.

Minkgate: ripercorriamo la vicenda della strage dei visoni

Ma cosa è successo esattamente nel 2020? E perché l’abbattimento dei visoni è diventato un caso internazionale? I fatti risalgono al novembre 2020, durante il picco della pandemia di Covid-19, quando la premier Mette Frederiksen aveva autorizzato l’uccisione di ben 17 milioni di visioni per prevenire ulteriori mutazioni del virus.

All’epoca le agghiaccianti immagini dello sterminio avvenuto negli allevamenti danesi avevano fatto il giro del mondo, rimbalzando sui social e su numerose testate, e avevano provocato grande indignazione, specialmente fra le associazioni animaliste.

Il provvedimento relativo all’uccisione di massa dei visoni è stato fortemente criticato anche dalla destra oltre che dagli operatori del settore delle pellicce (dato che la Danimarca rappresenta il principale produttore di pellicce di visone a livello mondiale).

Leggi anche: I visoni infettati dal Covid mutato “risorgono” dalle tombe dopo le sepolture di massa (e in Italia iniziano gli abbattimenti)

Sulla controversa vicenda si è poi pronunciata una commissione d’inchiesta, stabilendo che la decisione presa dalla premier non aveva basi legali e le motivazioni per giustificare l’abbattimento erano molto fuorvianti. Il Minkgate ha portato così alla dimissioni del il ministro dell’Agricoltura, Mogens Jensen, e della prima ministra Mette Frederiksen.

Nonostante lo scandalo, pero, il popolo danese ha scelto di riporre fiducia nella premier e nel Partito Socialdemocratico, che sta portando avanti degli ambiziosi obiettivi a livello climatico e una linea molto dura nei confronti dell’immigrazione.

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Fonti: Folketinget/Euraktiv

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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