Eritritolo: nuovo metodo di estrazione con OGM per un dolcificante che è anche insetticida

eritritolo

La caccia al dolcificante con poche o meglio nulle calorie, senza effetti collaterali e che faccia bene il suo lavoro senza lasciare retrogusti continua. Oggi parliamo dell’eritritolo, un dolcificante già da qualche anno in commercio con la dicitura E968.

L’eritritolo fino ad oggi è stato prodotto semplicemente lasciando fermentare da alcuni lieviti specifici degli zuccheri vegetali (tra cui glucosio e saccarosio). Questa sostanza infatti si trova naturalmente in alcuni tipi di frutta matura ma c’è da dire però che la polvere bianca che viene utilizzata per dolcificare e che si trova in commercio viene ricavata da procedimenti industriali, quindi di naturale rimane davvero poco.

Da Vienna e più precisamente dall’Università Tecnologica di questa città, arriva la notizia della messa a punto di un nuovo metodo di estrazione dell’eritritolo ottenuto dalla paglia senza utilizzare i consueti lieviti ma grazie ad un fungo OGM, il Trichoderma reesei. La modificazione genetica, a detta dei ricercatori, è utile a far sì che si produca maggiormente un’enzima in grado di aumentare la quantità di eritritolo ottenuta alla fine del processo fermentativo. Il brevetto per questa scoperta è stato già depositato e sarà la società Annikki a commercializzare la nuova forma di dolcificante “naturale”.

Ma non finisce qui. Un’altra ricerca condotta dalla Drexel University di Philadelphia ha invece evidenziato come questa sostanza, innocua per l’uomo, sia particolarmente efficace contro i moscerini della frutta tanto da poter essere considerato un potente insetticida di cui però ancora bisogna valutare l’effetto su altre specie. L’eritritolo attira gli insetti che sono propensi ad assaggiarlo in quanto dal sapore dolce ma questa sostanza per loro si rivela poi tossica.

Non so a voi, ma a me già il nome “eritritolo” non ispira molta fiducia. Abbiamo davvero bisogno di inventare nuovi dolcificanti a 0 calorie ed estratti in modi improbabili o forse potremmo rassegnarci al fatto che sarebbe meglio imparare a dolcificare naturalmente ad esempio con frutta fresca o secca, miele o non dolcificare affatto?

Francesca Biagioli

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