Cioccolato: non solo uova, i marchi migliori e peggiori dal punto di vista etico e ambientale

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Quanto sono "buone" le uova di cioccolato che acquistiamo? Non ci riferiamo al sapore quanto all'etica con cui vengono prodotte dalle varie aziende. Viene pagato il giusto salario ai lavoratori del cacao? Si evita lo sfruttamento minorile? Si rispetta l'ambiente? Fa il punto della situazione una nuova indagine

L’analisi è stata condotta dal Chocolate Collective, composto da 20 organizzazioni non governative coordinate da Be Slavery Free. Questa ha valutato, grazie all’aiuto di esperti, l’80-90% del settore del cioccolato, pubblicando i risultati proprio in vista della Pasqua, momento dell’anno in cui questo ingrediente è il grande protagonista.

È noto già da tempo come il cacao (e tutta la filiera del cioccolato) abbia spesso un retrogusto “amaro”. Questa nuova indagine fa nuovamente il punto della situazione, mostrando chi non ha fatto alcun passo avanti e chi invece, quanto meno, si è sforzato di cambiare qualche aspetto, migliorando sul fronte dei diritti e della sostenibilità (anche se c’è ancora molto da fare).

L’indagine è stata sviluppata grazie ad un sondaggio inviato a tutte le aziende prescelte che hanno quindi dovuto rendere noti alcuni aspetti importanti della produzione del loro cioccolato.

Le aziende selezionate (38 in tutto) includevano tutti i maggiori produttori di cioccolato del mondo, nonché alcune aziende più piccole e innovative. Nel loro insieme, come già detto, queste aziende costituiscono l’80-90% del cacao mondiale. È facile capire quale sia il loro impatto per le persone e il pianeta.

Dopo l’invio del sondaggio, tre società, vale a dire General Mills, Starbucks e Storck, hanno scelto di non partecipare. Così ha commentato questa decisione il Chocolate Collective:

La non partecipazione è stata vista come una mancanza di trasparenza; crediamo che tutte le aziende che vendono prodotti a base di cioccolato dovrebbero essere in grado di fornire le informazioni che chiediamo e consumatori e investitori hanno il diritto di conoscere le condizioni in cui viene prodotto il cioccolato.

L’indagine ha valutato l’operato delle maggiori aziende di cioccolato (tra cui la nostra Ferrero) considerando diversi punti cruciali:

  • Trasparenza e tracciabilità
  • Lavoro minorile
  • Reddito di sussistenza degli agricoltori 
  • Deforestazione e clima 
  • Agroforestazione (a differenza della monocoltura che fa largo uso di pesticidi, questo è un modo più ecologico per coltivare cacao preservando l’ambiente.
  • Gestione agrochimica (che comprende l’uso di pesticidi)

I risultati

La migliore marca di cioccolato (e non si parla solo di uova di Pasqua dato che il cioccolato è stato valutato nel complesso) è una referenza non presente in Italia: Beyond Good, premiata per il suo modello di business che garantisce il rispetto e la cura delle persone e del pianeta.

Sono considerate uova “buone” anche quelle di Alter Eco, Tony’s Chocolonely e Whittaker’s.

Ma passiamo a conoscere le valutazioni di marche decisamente più note in Italia, ovvero Nestlé e ovviamente Ferrero.

Ebbene, nonostante non siano tra le aziende migliori, l’indagine evidenzia dei miglioramenti e conferisce ad entrambe delle menzioni speciali: a Nestlé si riconoscono i passi avanti nell’affrontare il reddito di sussistenza degli agricoltori e l’impegno a piantare 2.8 milioni di alberi da ombra ogni anno. Su Ferrero, invece, si legge che:

Si unisce ora ad altre aziende il cui cacao è in gran parte certificato come Hershey’s, Ritter, Fazer e altre. Anche se la certificazione non è perfetta, è spesso un primo passo positivo e potente nel percorso di sostenibilità di un’azienda, soprattutto se parte di altri programmi.

A seguire la legenda utilizzata per i punteggi assegnati ai vari parametri e il giudizio complessivo di ogni azienda.

leggenda uova di cioccolato buone

©Chocolate Collective

uova buone cioccolato etico

©Chocolate Collective

uova buone cioccolato 2 indagine

©Chocolate Collective

 

Ancora molto da lavorare hanno altri marchi noti come Mondelēz (che produce Milka e Toblerone) che ha tutte uova gialle e una rossa (per la gestione agrochimica, ovvero l’utilizzo dei pesticidi); Lindt che ha un verde per il lavoro minorile, molti gialli e un rosso sempre per la gestione agrochimica e Mars con i suoi vari snack che alterna gialli e arancioni.

uova buone cioccolato 3

©Chocolate Collective

uova peggiori cioccolato

©Chocolate Collective

uova peggiori 2 cioccolato

©Chocolate Collective

Unilever è in fondo alla classifica con diversi gialli, due rossi e un giudizio complessivo arancione.

uova peggiori 3 cioccolata

©Chocolate Collective

Colpisce però il giudizio assolutamente negativo di Kellogg’s che, come potete vedere dall’infografica, colleziona tutti rossi!

cioccolata peggiore indagine

©Chocolate Collective

La cioccolata peggiore è considerata quella di Storck (produttore di Werther’s, Toffifay, Merci) General Mills e Starbucks perché, come già detto, si sono rifiutati di partecipare all’indagine.

uova cioccolato peggiori indagine

©Chocolate Collective

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Fonte: The Chocolate Score Card

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria

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