Indice di riparabilità: così possiamo ridurre i rifiuti elettronici in tutta Europa (petizione)

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I Verdi Europei hanno lanciato una petizione per la creazione di un indice di riparabilità per prevenire la produzione di rifiuti elettronici

Quando acquistiamo un prodotto e in particolare un dispositivo elettronico non sappiamo quanto durerà, per quanto tempo funzionerà prima di diventare un costoso e pericoloso rifiuto. Da tempo ci si interroga sulle possibili soluzioni che in alcuni paesi d’Europa sono già realtà. Soluzioni che realtà coincidono con il cosiddetto indice di riparabilità. Scopriamo di che si tratta.

L’indice di riparabilità è un vero e proprio indicatore, presente nelle etichette dei dispositivi elettronici, che permette di sapere ancor prima dell’acquisto, se l’oggetto che stiamo per acquistare è facile ed economico da riparare oppure no.

Alcuni paesi come la Francia hanno già adottato questo sistema, la Spagna è in procinto di farlo ma per un cambiamento davvero radicale tutti i paesi dell’Europa dovrebbero renderlo obbligatorio. Ed è per questo che i Verdi Europei hanno lanciato una petizione per la creazione di un indice di riparabilità continentale, capace di prevenire la produzione di rifiuti elettronici.

Vogliamo ridurre i rifiuti elettronici e consentire ai consumatori di fare scelte consapevoli sulla possibilità o meno di riparare i propri dispositivi elettronici. Ecco perché abbiamo bisogno di un repair score (indice di riparabilità): un indicatore di facile comprensione che mostri quanto sia facile riparare il tuo dispositivo,. Nell’ambito dei pacchetti legislativi sulla transizione ecologica in via di definizione, abbiamo bisogno che la Commissione proponga un punteggio di riparazione obbligatorio a livello dell’UE entro dicembre 2021,

spiegano i Verdi che vogliono dunque spingere la Commissione Europea affinché i produttori indichino se il loro prodotto è facilmente riparabile o meno. Così facendo, quando acquistiamo siamo noi a decidere se preferire un dispositivo riparabile.

Tutti abbiamo avuto questa esperienza: il dispositivo elettronico per cui abbiamo pagato così tanti soldi improvvisamente smette di funzionare ed è molto più facile acquistarne uno nuovo invece di ripararlo. Ma perché è così? I produttori stanno progettando sempre più dispositivi tecnologici in modo tale che stia diventando quasi impossibile ripararli, e avendo poche altre opzioni ci spingono ad acquistare un nuovo prodotto,

lamentano i Verdi.

Perché è importante l’indice di riparabilità UE?

Secondo quanto si legge nella petizione, tale indice permetterà ai consumatori di comprendere facilmente la riparabilità di un prodotto e di classificarlo in base a criteri quali:

  • design del prodotto accessibile
  • gli strumenti necessari per eseguire la riparazione
  • la disponibilità di pezzi necessari per la sostituzione
  • i prezzi dei pezzi di ricambio.

Entro il 2030, le prossime iniziative legislative dovrebbero prevedere che l’indice di riparabilità dell’UE diventi un indicatore di sostenibilità aggiungendo una maggiore tracciabilità e informazioni sui materiali. 

I vantaggi sarebbero notevoli: riparare significa permettere a un oggetto di durare più a lungo, di evitare l’acquisto e la produzione di un altro dispositivo e infine di rifiuti (RAEE). Ciò si tradurrebbe anche in un risparmio di milioni di euro per i consumatori, alla riduzione di milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e al minor sfruttamento di risorse preziose.

Noi sosteniamo che l’Unione europea debba dare l’esempio. I consumatori dell’UE non dovrebbero avere difficoltà a capire quali elettrodomestici e dispositivi possono essere facilmente riparati. Questa è la nostra occasione per superare le distorsioni della legate alla cultura dell’usa e getta.

Clicca qui per firmare la petizione

Fonti di riferimento: The Greens/Efa, Indicereparabilite

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.

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