IgNobel 2022: da cuori che si sincronizzano a come usare le dita quando si gira una manopola, ecco le più stravaganti ricerche appena premiate (c’è anche l’Italia)

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Immancabili come i premi Nobel, arrivano gli IgNobel, i premi per le ricerche più stravaganti e singolari. Che – lo ricordiamo – sono comunque tutte pubblicate e spesso, dopo una prima risata, fanno riflettere (come quella italiana)

Dalla sincronizzazione dei cuori di persone che si incontrano per la prima volta e sono attratti l’uno dall’altro all’influenza della stitichezza sulle probabilità di accoppiamento degli scorpioni, anche l’Italia dice la sua, premiata con una ricerca che dimostra come il successo, in realtà, sia frutto della “semplice” fortuna.

Ecco gli IgNobel 2022, cerimonia online organizzata dalla rivista Annals of Improbable Research e finanziata dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica di Harvard.

Sì, se due persone sono attratte l’una dall’altra i loro cuori si sincronizzano, anche a prima vista: con il premio per la Cardiologia applicata viene sdoganato di fatto il concetto di “amore a prima vista”. La ricerca è stata pubblicata su Nature.

Diciamo la verità, lo abbiamo sempre pensato: i documenti legali a volte sono inutilmente difficili da comprendere. E ora, grazie ad un lavoro pubblicato su Cognition sappiamo anche perché. L’analisi ha meritato il premio per la Letteratura.

Singolare anche il premio per la Biologia, che ricorda illustri esempi passati come la cacca dei vombati: ora infatti sappiamo se e come la stitichezza influenza le prospettive di accoppiamento degli scorpioni. Il lavoro è stato pubblicato su Integrative Zoology.

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Ottima notizia per chi purtroppo deve affrontare la chemioterapia per combattere il cancro: un lavoro pubblicato su Scientific Reports dimostra che, quando i pazienti si sottopongono ad alcune tipologie di questo trattamento, subiscono meno effetti collaterali dannosi se il gelato sostituisce una componente tradizionale della procedura. Gli scienziati vincono per questo il premio per la Medicina.

Può sembrare una banalità ma non lo è affatto perché ci ricorda che il lavoro manuale ancora esiste (purtroppo o per fortuna) e che quindi è necessario ottimizzarlo: un gruppo di ricerca ha cercato di scoprire il modo più efficiente di usare le dita quando si gira una manopola. Il lavoro, pubblicato su Bollettino della Società giapponese per la scienza del design, vince il premio per l’Ingegneria.

Sulla stessa “scia” il premio per l’Ingegneria della sicurezza: un gruppo di ricerca ha infatti sviluppato un manichino utile al crash test per alci e ha pubblicato i risultati su Swedish National Road and Transport Research Institute.

‘Un approccio multidisciplinare alle scene di clisteri rituali sulle ceramiche Maya antiche’: la ricerca, pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology, aggiunge un tassello in più alla conoscenza di questa popolazione antica e vince il premio per la Storia dell’arte.

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Un’altra domanda che spesso forse ci siamo posti è: ma come fanno le anatre a nuotare sempre in file ordinatissime? La risposta arriva ora da un lavoro pubblicato su Mechanics and Physiology of Animal Swimming che vince il premio per la Fisica.

Naturalmente poi non poteva mancare il premio per la Pace, che tocca un aspetto quanto mai rilevante del convivere in società: il gossip. Nel lavoro, pubblicato su Philosophical Transanctions of the Royal Society B, viene mostrato un algoritmo che può aiutarci a decidere quando dire la verità e quando mentire.

Ed ecco l’Italia, con il premio per l’Economia che, forse, non fa molto ridere: i risultati del lavoro vincitore, pubblicato su Arxiv, dimostrano che il successo, in realtà, è soprattutto questione di fortuna (curiosità significativa: due degli autori erano stati premiati anche nel 2010, per il Management, con una ricerca che dimostrava come le organizzazioni diventerebbero più efficienti se promuovessero persone a caso).

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Fonte: Annals of Improbable Research / Improbable Research/Youtube

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.

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