Le donne indigene festeggiano storica sentenza contro gli stupri di guerra in Guatemala

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A distanza di decenni i paramilitari guatemaltechi sono condannati per aver violentato ragazze e bambine indigene durante la guerra civile

A distanza di decenni i paramilitari guatemaltechi sono condannati per aver violentato ragazze e bambine indigene durante la guerra civile. Adesso le donne della comunità stanno festeggiando l’agognata vittoria!

Alla fine, dopo anni di instancabili battaglie, ce l’hanno fatta: le donne indigene del Guatemala hanno vinto la causa contro cinque ex soldati paramilitari che durante la sanguinosa guerra civile del Paese (durata dal 1960 al 1996) ne avevano approfittato per stuprare 36 donne e ragazze, fra cui alcune che avevano soltanto 12 anni. La scorsa settimana per gli ex miliziani è arrivato il verdetto: dovranno scontare 30 anni di carcere (fatta eccezione per uno, che dovrà restare in prigione per 40 anni) per essersi macchiati dell’atroce crimine degli stupri di guerra. 

“È una sentenza importante lungo il cammino di ricerca della giustizia che dà valore alla parola delle donne dei popoli originari del Guatemala, costrette al silenzio e all’invisibilità per anni” ha commentato Haydeé Valey, una degli avvocati che ha difeso le donne della comunità guatemalteca Achì.

Ci sono volute tre settimane di udienze, 18 testimonianze e una ventina di perizie per arrivare a questa storica sentenza dell’Alta Corte del Guatemala. E adesso le donne del Paese stanno celebrando questa agognata vittoria. La scorsa settimana i membri femminili della comunità nativa Achì hanno voluto festeggiare la battaglia vinta con una cerimonia.

“Le donne Achì hanno formato un cerchio tenendosi per mano e offendo candele e fiori in onore del loro coraggio” racconta l’avvocata Haydeé Valey.

Gli orrori durante la guerra civile del Guatemala

La denuncia degli stupri di guerra era stata presentata dalle donne Achì nel 2011, che contestavano le violenze sessuali subite nella prima metà degli anni ’80, durante il conflitto civile che si concluso con oltre 200mila morti, 45mila sparizioni e un milione di sfollati.

Gli ex miliziani condannati appartengono alle cosiddette Patrullas de Autodefensa Civil (Pac), un gruppo paramilitare creato dall’esercito guatemalteco come strumento di controinsurrezione per sostenere il generale Fernando Romeo Lucas García. Questi non si fecero alcun scrupolo a violentare donne e persino bambine di 12 anni, che soltanto ora – a distanza di decenni – hanno ottenuto giustizia.

La guerra civile in Guatemala fu una delle più cruente di sempre. Questo Paese venne considerato il primo dell’America Latina ad aver utilizzato la forza per ottenere far sparire in maniera forzata i suoi oppositori, una strategia adottata in precedenza dai nazisti.

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Fonti: Impunity Watch Guate/Haydeé Valey (Twitter)

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe

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