Bologna sarà la prima città a introdurre lo Ius soli comunale e darà la cittadinanza onoraria a 11mila bambini stranieri

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Depositato ieri l’ordine del giorno in Consiglio per inserire il principio dello Ius Soli nello Statuto del Comune di Bologna. Un gesto simbolico che vuole servire da monito

L’obiettivo è quello di proporre la cittadinanza onoraria per i ragazzi stranieri nati a Bologna o che qui hanno svolto percorsi scolastici o di formazione. Così il sindaco della città emiliana Matteo Lepore annuncia l’intenzione di garantire a 11 mila bambini stranieri la cittadinanza onoraria tramite una modifica allo Statuto con il sì del Consiglio comunale al cosiddetto Ius soli comunale.

Nella sostanza diventeranno cittadini bolognesi prima che italiani e tanto basta per compiere un gesto colmo di significato: nella vita di quelle famiglie, infatti, non cambierà molto e soprattutto non cambieranno i loro documenti, perché – ricordiamolo – per il conferimento della cittadinanza italiana serve l’intervento del Ministero e solo il Parlamento può legiferare in materia.

Ma quel sì del Consiglio comunale rappresenta un importante monito affinché in Parlamento si parli definitivamente di Ius soli.

E’ urgente oggi più che mai.

Di fronte ad un’Europa minacciata dalla guerra e nei valori democratici; di fronte alle piazze delle città cariche di tensioni sociali, in particolare tra i giovanissimi; prima che i cantieri dei grandi investimenti svelino ancora una volta la grande ipocrisia del lavoro migrante di cui avremo bisogno.

Perché il Re è nudo.

Già oggi i nostri figli sono giudicati e divisi per il colore della loro pelle e non per ciò che la loro persona contiene.

Così Lepore in un post.

Che cosa ha approvato il Consiglio comunale

Il Consiglio si è impegnato a introdurre nello Statuto del Comune di Bologna il riferimento al principio dello Ius Soli e a conferire la cittadinanza onoraria ai minori nati in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti a Bologna o nati all’estero ma che hanno completato almeno un ciclo scolastico o di formazione italiano. Inoltre, il provvedimento impegna il sindaco a promuovere azioni di sensibilizzazione sul tema della cittadinanza tra cui una cerimonia in occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nella stessa data sarà istituita la Festa della cittadinanza, occasione in cui i bimbi e i ragazzi riceveranno in dono una copia dello Statuto del Comune di Bologna, un kit di cittadinanza e un attestato personalizzato a ricordo della giornata.

La nostra speranza? Che molte altre città seguano questo esempio. E che presto lo faccia, realmente, il Parlamento italiano.

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Fonte: Matteo Lepore

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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