Melamina e formaldeide nelle stoviglie di bambù per bambini, l’Europa lancia l’allarme sugli additivi illegali

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Quando vengono immessi sul mercato, questi prodotti sono spesso presentati come "naturali", "ecologici", "compostabili" o "riciclabili". Queste affermazioni fuorvianti hanno lo scopo di indurre i consumatori attenti all'ambiente ad acquistare qualcosa che ritengono sostenibile

Non solo non sono biodegradabili, ma stoviglie e piatti in bambù possono essere addirittura dannosi per la salute perché, a contatto con alimenti caldi, possono rilasciare melamina e formaldeide. Un allarme già lanciato nel 2020 da Altroconsumo e che ora trova conferma in quanto riferisce la Rete europea anti frodi alimentari (EU Food Fraud Network).

L’ente europeo lancia infatti l’allarme sulle stoviglie in bambù potenzialmente pericolose per la salute, soprattutto dei bambini, ponendo l’accento sulla importazione illegale, sul commercio e sulla pubblicità di materiali a contatto con gli alimenti contenenti bambù in tutti i Paesi Ue.

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Sotto accusa finisce anche un additivo vegetale non contenuto nella lista di sostanze autorizzate da Bruxelles in base al regolamento del 2011 sui materiali plastici a contatto con gli alimenti. Questa presunta alternativa sostenibile alle materie plastiche, insomma, è in realtà fatta proprio di plastica, dove il bambù o altro additivo di origine vegetale viene aggiunto solo come riempitivo (per dargli volume e forma).

bambu stoviglie

©EU Food Fraud Network

Qual è il problema?

I materiali plastici destinati al contatto con gli alimenti possono essere fabbricati solo con sostanze che sono state accuratamente valutate e autorizzate ai sensi del regolamento (UE) 10/2011.

Oltre 900 sostanze come monomeri, additivi e coadiuvanti nella produzione di polimeri sono autorizzate e incluse nello stesso regolamento, nell’elenco dell’Unione delle sostanze autorizzate (capitolo II, sezione 1, articolo 5)

Tuttavia, nel mercato dell’UE vengono anche venduti MCA (Materiali e oggetti destinati al contatto alimentare) di plastica contenenti in minima parte bambù oppure altri additivi di origine vegetale che però non sono autorizzati e non figurano nell’elenco dell’Unione. L’immissione sul mercato di MCA di plastica contenenti tali additivi è quindi illegale, nonostante l’aumento degli avvisi e delle comunicazioni del RASFF sulla questione.

Possibili rischi per la salute pubblica dovuti al superamento di specifici limiti di migrazione

L’uso di bambù e altri materiali vegetali macinati non autorizzati nella plastica FCM può rappresentare un rischio per la salute pubblica perché ciò potrebbe consentire il degrado accelerato di alcune materie plastiche. Questo può portare a sostanze che migrano dalla plastica al cibo.

Ad esempio, poiché vengono utilizzati prodotti di “bambù” contenenti MCA di plastica, la plastica si degrada e melamina e formaldeide possono migrare negli alimenti in quantità rischiose, che superano i limiti di sicurezza (chiamati: limiti di migrazione specifici) stabiliti nel regolamento europeo.

Inoltre, senza conformità e documentazione non è possibile verificare l’origine dei materiali. Ad esempio, potrebbe rivelarsi impossibile capire se si trattava di bambù nuovo o riciclato utilizzato per la fabbricazione di un determinato servizio da tavola.

I sequestri 

Secondo quando si legge sul sito della Rete in 21 Paesi, tra cui l’Italia, la maggior parte dei prodotti fraudolenti arrivano dalla Cina. Gli Stati partecipanti hanno notificato 748 casi di materiali plastici a contatto con alimenti contenenti l’additivo illegale. Di questi 604 sono stati trovati nel mercato europeo e 104 erano merci respinte già alla frontiera. In molte casi, non vi era la documentazione necessaria per certificare l’origine delle materie prime. Dalle autorità nazionali è arrivato dunque l’ordine a produttori, importatori e distributori di ritirare immediatamente questi materiali.

Dopo la Francia e la Svizzera, nel dicembre 2021 anche il nostro ministero della Salute ha ricordato che i materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti in plastica contenenti “polvere” di bambù (bambù macinato) sono illegali. Eppure, di questi prodotti ancora se ne vedono.

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Fonte: EU Food Fraud Network

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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