La statua del maiale trasformato in porchetta a Trastevere è stata tolta (ma solo per essere restaurata)

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Era stata imbrattata da vernice rossa, oggi poi l'hanno rimossa. Ma lo scopo sembra semplicemente quello di restaurarla.

Era stata imbrattata da vernice rossa, oggi poi l’hanno rimossa. Ma lo scopo sembra semplicemente quello di restaurarla: sembra insomma non finire qui il polverone che ha giustamente sollevato l’opera raffigurante un maiale morto, ormai trasformato in porchetta, apparsa in piazza della Malva Trastevere, a Roma.

A firmare il chiaro gesto di protesta era stata, nella notte di venerdì 25 giugno, Animal Liberaction, un’associazione che lotta per la liberazione animale. L’opera, intitolata “Dal panino si va in piazza”, nelle intenzioni dell’artista che l’ha realizzata, voleva essere un omaggio al celebre prodotto della cucina romana. Alcuni gruppi di animalisti hanno anche annunciato un esposto alla Corte dei Conti.

La statua “della discordia” è stata realizzata dall’artista Amedeo Longo e si inserisce nell’ambito del progetto universitario “Piazze romane”, portato avanti dalla Rufa (Rome University of Fine Arts) e nato in collaborazione con il I Municipio, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi iconici della capitale e la cultura italiana. Ma l’idea della statua raffigurante la porchetta non è andata giù alle associazioni animaliste, che hanno subito criticato questa scelta di cattivo gusto, chiedendo che venga rimossa immediatamente. 

Nel giro di qualche ora i social sono stati inondati nei giorni scorsi di critiche nei confronti della statua e di chi ha autorizzato questa istallazione e poi stanotte il gesto dell’associazione animalista. Gesto che però finirà probabilmente nel vuoto: la statua, infatti, sembra destinata a rifare la sua comparsa.

L’opera relativa alla porchetta in piazza della Malva ha svolto in questi giorni al meglio il suo ruolo di accendere una discussione in città. Su temi quali il consumo di carne – conclude Alfonsi – il rapporto tra uomini e animali allevati a scopo di consumo ma soprattutto su come le Istituzioni possano offrire spazi di protagonismo ai giovani della nostra città. La statua deturpata verrà immediatamente restaurata, lascia detto la presidente del Municipio Roma Centro, Sabrina Alfonsi.

 
La sede LAV di Roma, che aveva organizzato in quella stessa piazza una manifestazione di protesta per chiedere la rimozione della statua, stigmatizza l’arroccamento dell’amministrazione municipale che aveva promesso pubblicamente un confronto che non è stato mai convocato e giudica irridente la dichiarazione della sua presidente Alfonsi secondo cui in questi giorni si parlerebbe dopo anni degli allevamenti solo grazie alla statua alla porchetta, dicono dalla LAV.
 
Va rilevato che nessuna voce si è alzata nei giorni scorsi per protestare contro le scritte blasfeme e anti-animaliste apparse sulla base della statua mentre oggi c’è chi si indigna per un’azione che, per quanto illecita sotto il profilo giuridico, rappresenta una forma di protesta di valenza artistica che ha il merito di aver disvelato parte essenziale della realtà, cioè il sangue delle vittime innocenti, 12 milioni l’anno i maiali uccisi solo in Italia, rendendo l’opera assai più completa e veritiera – dichiara David Nicoli, responsabile LAV Roma. La raffigurazione acritica del cadavere legato di un maiale ucciso, messo in forno e pronto per essere fatto a pezzi e divorato, nella Roma del 2021 sconcerta, divide le coscienze, separa le persone tra chi vede solo del cibo e chi invece il martirio di un essere senziente sofferente. Chiediamo alla presidente Sabrina Alfonsi di prendere atto del fallimento dell’iniziativa: l’intento ironico e goliardico dichiarato non è stato apprezzato dai romani e la socialità auspicata alla fine non solo non è stata raggiunta ma ne esce invece frantumata.
 

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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