L’artista sardo che ha salvato 50 alberi dall’abbattimento dichiarandoli opere d’arte (con tanto di museo a cielo aperto per bambini)

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Si chiama MACCAB ed è il Museo d’arte contemporanea a cielo aperto dedicato ai bambini. Il suo scopo? Frenare l’ingiustificato abbattimento di 50 enormi pini marittimi sul lungomare di Torregrande, in Sardegna

Sono un’opera d’arte e, come tale, non vanno abbattuti. Così nasce un museo sui generis, tutto dedicato a 50 alberi che hanno rischiato di essere buttati giù. Siamo sul lungomare di Torregrande, a Oristano, in Sardegna, è il museo neonato è il MACCAB, il Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto dedicato ai Bambini, una file interminabile di meravigliosi pini marittimi, ognuno dei quali – adesso – ha un nome. E la speranza di non essere abbattuto.

Tutto merito di un artista sardo, Salvatore Garau, che per salvare l’abbattimento ingiustificato di quei 50 enormi pini di appena sessant’anni da parte dell’amministrazione comunale ha dato agli alberi un titolo certificandoli come SCULTURE VIVENTI di Arte Contemporanea.

L’inaugurazione del MACCAB ha visto l’artista firmare e certificare come “Opere d’Arte” un primo gruppo di 37 alberi ai quali seguiranno gli altri 13, mentre nei prossimi mesi tra un albero e un altro verranno installate 40 opere di artisti di tutto il mondo dedicate alla Natura e ai bambini.

museo alberi oristano

©Salvatore Garau

Salvatore Garau, che negli ultimi due anni ha fatto parlare di sé in tutto il mondo per aver venduto all’asta a diverse migliaia di euro due sculture invisibili e aver installato in Piazza Scala a Milano e a Wall Street, di fronte alla Federal Hall di New York, due sculture immateriali pubbliche, tra i primi 37 Alberi Scultura certificati sul Lungomare di Torregrande ha voluto inserire anche una nuova opera invisibile dal titolo “Sono immenso, eppure non mi vedete”.

Può un albero diventare un’opera d’Arte Contemporanea? Si, se a deciderlo è un artista – sottolinea Salvatore Garau. L’artista deve ‘fare’, perché solo così può aiutare l’uomo a capire l’inscindibile legame fra arte e vita in ogni sua forma; deve aiutare a pensare e a far ‘sentire’ l’insolito, a riflettere su ciò che fino a quel momento sarebbe stato inconcepibile. Ciò che vediamo senza riflettere è uno sguardo perduto.

alberi museo contemporaneo

@MACCAB

E così, ognuno di quegli alberi ha un nome/titolo: c’è “Stavano per uccidermi” e “La mia ombra non ha confini”, c’è “Stringo la mano a mio cugino Ucraino” , “Ernesto l’Imbattibile,  “Piccolo eppure proteggo l’armata dietro me”.

Uno dopo l’altro a ricordare, insomma, quanto siano importanti gli alberi e tutti i benefici legati alla loro presenza e a far riflettere e comprendere il valore immenso che ogni singolo albero rappresenta nel delicato equilibrio tra uomo e natura. Soprattutto quando si tratta di alberi come questi, che possono vivere anche fino a 250 anni.

oristano alberi

©MACCAB

L’iniziativa di Salvatore Garau si ricollega a una delle opere più iconiche dell’artista tedesco Joseph Beuys, che nel giugno del 1982, in occasione dei Documenta 7 a Kassel, dava vita alla prima di 7mila querce. Due iniziative distanti nel tempo ma dalla identica connotazione ambientalista, sottolineando il ruolo sociale dell’arte nella tutela dell’ambiente e dell’umanità.

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Fonte: MACCAB

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.

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