Dentro Chernobyl, l’uomo che ha fatto conoscere al mondo le aree più segrete della centrale dopo il disastro

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Un fotografo polacco è riuscito ad accedere alle aree più segrete di Chernobyl: ecco le foto che documentano le sue esplorazioni.

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Il fotografo e regista polacco Arkadiusz Podniesiński ha trascorso più di 10 anni documentando le conseguenze del disastro di Chernobyl. Dal suo primo viaggio in loco nel 2008, non ha più smesso di immortalare la centrale nucleare, le aree limitrofe e soprattutto quelle più segrete e inaccessibili, mettendo a rischio la sua stessa vita. Non sempre, e non ovunque, le misure protettive sono infatti sufficienti per proteggere il corpo dalle radiazioni. 

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@podniesinski (Laboratorio abbandonato)

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@podniesinski (All’interno del vecchio sarcofago)

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@podniesinski (Interno della camera calda, dove nessuno può entrare)

Tra i protagonisti delle sue foto ci sono detriti e oggetti abbandonati da anni, come vecchi servizi in porcellana, documenti e orologi da parete, ma anche vecchi edifici abbandonati a se stessi, invasi dalla vegetazione circostante.

In un’intervista che ha rilasciato a My Modern Met, ha infatti affermato che negli ultimi 35 anni, “gli edifici abbandonati e non ristrutturati, da cui sono state evacuate più di 100.000 persone, stanno lentamente ma inesorabilmente decadendo. La causa principale, ovviamente, è il passare del tempo e le condizioni atmosferiche come neve, pioggia, gelo e umidità che distruggono progressivamente le strutture in acciaio e cemento degli edifici.”

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@podniesinski (Porcellana rimasta nella centrale elettrica)

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@podniesinski (Orologi nell’ufficio BK2)

Il fotografo, che durante i suoi reportage indossa sempre una tuta protettiva e una maschera, documenta anche i progetti di smantellamento e di lavorazione del combustibile, sebbene in alcune stanze l’accesso sia vietato. 

Podniesiński ha spiegato che “il lavoro con materiali pericolosi ha richiesto la progettazione e la costruzione di strutture completamente nuove come il Nuovo Confinamento Sicuro, che copre il vecchio sarcofago, o la progettazione di nuovi macchinari e attrezzature per rendere possibile la lavorazione di materiali radioattivi.”

Ciò nonostante, nulla può veramente proteggere, ha dichiarato, dalle radiazioni nelle profondità del vecchio sarcofago del reattore 4. 

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@podniesinski (NSC – New Safe Confinement)

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@podniesinski (Impianto provvisorio per lo stoccaggio del combustibile nucleare esaurito)

Nel corso delle sue esplorazioni è riuscito persino a immortalare le radiazioni invisibili di un’area ad alto rischio sotto forma di piccoli punti luminosi, come si può vedere nella foto seguente. 

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@podniesinski (Punti di radiazioni invisibili)

Podniesiński ha realizzato un film documentario su Chernobyl, “Alone in the Zone” (2011, 2013), che esplora le condizioni in evoluzione del sito e la vita di coloro che lo abitano. E un album fotografico “HALF-LIFE: From Chernobyl to Fukushima” (2018), che ha richiesto più di 10 anni per essere scritto e che documenta anche le conseguenze di Fukushima, esaminando l’impatto politico e ambientale del disastro nucleare.

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@podniesinski (Pannello di controllo)

E allora addentriamoci insieme a lui nel mondo segreto di Chernobyl. 

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@podniesinski (Bunker)

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@podniesinski (Il vecchio sarcofago)

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@podniesinski (Stoccaggio per contenitori vuoti di rifiuti radioattivi)

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@podniesinski (Stoccaggio in calcestruzzo per taniche di carburante)

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@podniesinski (Controllo dei livelli di radiazioni)

FONTE: My Modern Met

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Laureata in Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018. Appassionata di viaggi, folklore, maschere tradizionali. Si occupa anche di tematiche ambientali, riciclo creativo e fai da te. Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo". Nel 2018 ha dato vita a Mirabilinto, labirinto di meraviglie illustrate.

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