Cannucce in plastica e sacchetti monouso banditi in Cina dal 1° gennaio 2021

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Il nuovo anno ha portato grandi novità in Cina, uno dei più grandi inquinatori del mondo e uno dei principali produttori e utilizzatori di plastica. Dicendo addio al 2020, i cinesi hanno salutato anche alcuni articoli di plastica monouso, a partire dalle cannucce.

La Cina sta intensificando la sua guerra alla plastica per ridurre il volume di rifiuti genera ogni anno, pari a 80 milioni di tonnellate. Il primo giorno del 2021 ha  segnato l’inizio del piano per ridurre l’inquinamento. Presentato un anno fa, a gennaio 2020, il piano quinquennale prevede una serie di passaggi per ridurre l’inquinamento da plastica dal 2020 al 2025, con buste e cannucce come target nella fase 1, partita poco più di una settimana fa.

Negli stabilimenti alimentari di Shanghai, cannucce di carta o cannucce di acido polilattico hanno già sostituito quelle di plastica da mesi ma ora esse sono definitivamente sparite da ristoranti, caffè e sale da tè, oltre che nei supermercati e nei mercati. Alcune città hanno iniziato ad attuare limiti sull’uso della plastica, come il divieto di usare cannucce di plastica a Chengdu o stoviglie a Canton ma ora è tutto il paese a essere coinvolto in un vero e proprio cambio di passo.

“In tutti i negozi Starbucks in Cina, anche le cannucce di plastica sono state sostituite e questo potrebbe aiutarci a ridurre l’utilizzo di plastica di 200 tonnellate ogni anno”, ha detto Zhu Jingwen, brand manager a Shanghai.

Ma c’è qualcosa di unico che rende il divieto di uso delle cannucce più impattante in Cina rispetto ad altri paesi, e non è il fatto che sia la nazione più popolosa. Le cannucce di carta e acido polilattico sostituiranno quelle di plastica nella bevanda preferita della gente: il tè alla perla di tapioca, noto anche come tè al latte o bubble tea.

I consumatori cinesi adorano questa bevanda e la consumano quotidianamente al pari del nostro caffè mattutino. Ma essa viene bevuta attraverso cannucce di plastica più grandi e spesse, capaci di accogliere il movimento delle “bolle” del tè.

Nel 2018, circa 500.000 catene hanno venduto bubble tea in Cina e il mercato delle bevande da asporto nel paese è aumentato del 9,3% nel 2020 raggiungendo 80 miliardi di dollari.

Per questo l’avvio del divieto di uso delle cannucce, anche se può sembrare una goccia nel mare, assume particolare importanza in Cina. Ma non saranno gli unici oggetti usa e getta destinati a sparire. In diversi supermercati, tra cui Carrefour e RT-Mart a Shanghai, i sacchetti di plastica sono già stati ritirati e a Pechino è stato incentivato l’uso di sporte e cestini riciclabili in affitto.

Fonti di riferimento: CGTN, SCMP,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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